Tahilandia: Nuovi scontri e guerriglia 22 morti

Truppe thailandesi e cecchini oggi hanno sparato sui manifestanti nel terzo giorno di scontri nelle strade di Bangkok, in cui hanno perso la vita almeno 22 persone in due giorni, mentre i soldati cercano di isolare l’accampamento delle camicie rosse che vogliono rovesciare il governo. Ed entrambe le parti cercano rinforzi.

Guerriglia a Bangkok

Nel tentativo di isolare l’accampamento dei manifestanti, i soldati che da dietro i sacchi di sabbia o in cima agli edifici sparano sui manifestanti che rispondono lanciando molotov e sassi.

“Non retrocederemo”, ha detto in una dichiarazione televisiva il premier Abhisit Vejjajiva. “Non possiamo permettere che il Paese cada in uno stato in cui regni l’assenza di legge”.

I manifestanti hanno dato fuoco a veicoli, compreso un camion dell’esercito, e lanciano pietre contro i soldati che hanno dipanato filo spinato ed istituito posti di blocco.

Il ministero della Sanità pubblica ha detto che almeno 24 persone sono rimaste uccise mentre altre 179 sono rimaste ferite da quando giovedì sono iniziati gli scontri.

Un volontario del soccorso medico è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco e si teme che sia morto, riferiscono i testimoni, che descrivono uno scontro impari, coi soldati armati di fucili automatici che hanno aperto il fuoco sui manifestanti.

L’esercito non ha però ancora definito il perimetro per accerchiare i manifestanti, mentre le camicie rosse si sono ammassate in un nuovo raduno. L’ambasciata Usa si è offerta di evacuare il personale non indispensabile.

I soldati possono sparare se le camicie rosse si avvicinano a meno di 36 metri, ha detto il portavoce dell’esercito Sansern Kaewkamnerd.

“Continueremo a combattere”, ha detto Kwanchai Praipana, uno dei leader delle camicie rosse, che chiedono al primo ministro Abhisit Vejjajiva di dimettersi e di assumersi la responsabilità della più grave crisi politica della Thailandia degli ultimi 18 anni.

Fonte: Reuters