Maltempo: agricoltura subisce danno di oltre 100mln di euro

Devastate le produzioni di ortofrutta. Pesanti conseguenze anche per il mais. Subito lo stato di calamità. La Cia traccia un primo provvisorio bilancio. Le violente piogge e le grandinate hanno distrutto molte coltivazioni a cielo aperto. Numerosi gli smottamenti dei terreni. Sott’acqua serre e strutture aziendali. Preoccupazioni per i fiumi in piena (Po e Tevere in testa). Già diverse le esondazioni con allagamenti di centinaia di ettari agricoli.

Sono di oltre cento milioni di euro i danni finora provocati dall’eccezionale ondata di maltempo che in questi ultimi giorni ha colpito il nostro Paese. È questa una prima provvisoria stima effettuata dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale sono pesanti le conseguenze provocate dalle abbondanti piogge, dagli allagamenti, dagli straripamenti dei fiumi e dagli smottamenti dei terreni. Sono andati persi molti frutteti, centinaia di coltivazioni di ortaggi a cielo aperto; diverse le serre e le strutture aziendali distrutte. Grave anche la situazione per il mais. In tante zone, soprattutto al Nord, non è stato possibile seminare e in altre dove c’è stata la semina occorrerà ripetere l’operazione in quanto l’acqua ha spazzato via i campi.

I danni si registrano un po’ in tutto il Paese, ma quelli maggiori si sono finora avuti in Lombardia, in Piemonte, in Veneto, in Toscana, nel Lazio, in Campania, in Calabria. E’ allarme soprattutto per il settore dell’ortofrutta che, anche a causa di violente grandinate, ha subito effetti pesantissimi. In alcune zone la produzione di frutta primaverile-estiva (pesche, ciliege, albicocche, susine) registra un taglio di quasi il 20 per cento. Stesso discorso per gli ortaggi: molte le colture (pomodoro, melanzane, insalate, zucchine, peperoni) devastate.

Scenario assai difficile in Lombardia, in particolare nella provincia di Milano e in quelle limitrofe, dove i produttori di latte sono in ginocchio per il maltempo. Sono finiti i foraggi per le vacche- e il costo del fieno sul mercato è aumentato del 33 per cento per la speculazione. I danni si ripercuoteranno per tutto l’anno. Sempre in queste zone non è stato possibile seminare il mais, ma i produttori spesso hanno già acquisito le sementi e dovranno, quindi, prenderne altre che permettano il raccolto entro l’autunno, sperando di usare quelle rimaste nei magazzini delle cascine, per non aggiungere un altro costo a quelli di questo periodo. I pochi agricoltori che sono riusciti a seminare il mais, invece, avranno un calo tra il 20 e il 30 per cento, perché questa coltivazione soffre molto quando nella fase della crescita (ora è attorno ai 20 cm) rimane parzialmente sommerso dall’acqua.

Le esondazioni di fiumi (il Po è al limite di guardia, mentre l’onda di piena del Tevere desta qualche preoccupazione) e di torrenti hanno devastato centinaia di ettari di terreni agricoli. Evacuati anche numerosi allevamenti bovini. Molte le aziende agricole invase dalle acque. La violenza delle piogge ha causato smottamenti e allagamenti in molte zone del Nord Italia. Ma anche al Centro-Sud la situazione si sta facendo, in queste ultime ore, difficile per l’agricoltura.

Danni si sono avuti anche per le coltivazioni in serra. Sussistono, inoltre, problemi anche per il bestiame colpito, specialmente lungo tutto l’Arco alpino, da repentini abbassamenti delle temperature e dalle nevicate.

La Cia sta monitorando la situazione e già si è adoperata per avviare al più presto le procedure previste dallo stato di emergenza e per le calamità naturali.