DDL Gelmini: 18-19 maggio, due giornate di protesta

All’agitazione, indetta dalle organizzazioni sindacali della docenza, prevista dal 17 al 22 maggio, aderiranno anche i ricercatori della facoltà di Scienze della Comunicazione.

Parteciperanno infatti alle due manifestazioni del 18 e del 19; la prima si terrà presso l’aula magna della Sapienza e avrà inizio alle 10:30 mentre la seconda si svolgerà davanti al Senato, a Palazzo Madama.

Le ragioni della protesta e le osservazioni sulle principali criticità della riforma, sono state espresse dai ricercatori della Facoltà di Scienze della Comunicazione, nella lettera e nella mozione pubblicate l’11 maggio riportate di seguito;

Lettera:

Caro Preside, cari docenti, colleghi, studenti, personale della Facoltà, come molti di voi certamente sapranno, in questi giorni ampia è la mobilitazione che si sta sviluppando a ridosso del futuro disegnato (o affatto considerato?) per i ricercatori universitari dal DDL Gelmini. D’altra parte, le iniziative messe in campo dai ricercatori vanno dalla sospensione della didattica dal 17 al 22 maggio, con occupazione simbolica degli Istituti il 18 e protesta in Parlamento il 19, alla più significativa rinuncia da parte dei ricercatori all’assunzione di incarichi didattici non obbligatori per il prossimo anno accademico. In molti Atenei si è ottenuta una percentuale di non accettazione di carichi didattici superiore al 90 per cento. In alcuni casi del 100 per cento. Per molte facoltà, questo comporterebbe la paralisi, in considerazione del fatto che i ricercatori coprono, di fatto, in media il 40% delle docenze e garantiscono il raggiungimento dei requisiti minimi. Nella nostra Facoltà, il dato è ancora più sensibile.

Perché questa lettera? Perché vogliamo comunicare con voi, condividere con tutti i colleghi di ruolo, con gli studenti, il personale tecnico amministrativo, e con tutte le figure che ruotano attorno al nostro impegno quotidiano, le nostre preoccupazioni sul futuro. Questa Facoltà, negli anni, ha investito, certamente più di tante altre, sul ruolo dei ricercatori, ha votato per il nostro ingresso in ruolo e per le nostre conferme nei Consigli di Facoltà, ci ha coinvolti a pieno titolo nelle dinamiche universitarie, dalle routine produttive delle Commissioni didattiche, ai momenti decisionali, dalle Commissioni all’attività ricca e sempre stimolante della didattica.

Ora – siamo certi – vorrà sostenerci in questa protesta contro un DDL che non riconosce lo stato giuridico docente dei ricercatori, che non individua chiare soluzioni alla riorganizzazione delle fasce di docenza e alle progressioni di carriera, e introduce la figura pre-ruolo “ricercatore a tempo determinato” che dura al massimo 6 anni (3+3), aggravando il problema del precariato che già da tempo affligge le Università. L’obiettivo di questa lettera è, dunque, quello di rendere visibile il nostro lavoro e il contributo fattivo che i ricercatori danno a questa Istituzione per il corretto e sereno lavoro di tutti. Auspichiamo una validazione e un appoggio formale da parte vostra, suggerimenti e sostegno per chi ha già avuto in passato occasione di scontrarsi con riforme universitarie sbagliate o slegate dal reale vissuto dell’accademia. Chiediamo, inoltre, che accanto ai contributi informali che ciascun referente di area, di settore disciplinare, di corso di laurea, vorrà darci in termini di sostegno, sia convocato un Consiglio di Facoltà straordinario in cui, in vista delle mobilitazioni del 18 maggio, i ricercatori della Facoltà possano discutere la questione e stabilire come procedere – in quali tempi, con quali modalità – alla rinuncia formale agli incarichi didattici per il prossimo anno accademico. Alleghiamo la mozione approvata dai ricercatori per esprimere le nostre posizioni sul DDL.Siamo certi comprenderete che l’obiettivo non è in alcun modo recare danno alla nostra Facoltà, ma chiedere appoggio alla comunità scientifica e accademica per tutelare insieme il nostro futuro.

Mozione dei ricercatori della facoltàa di Scienze della Comunicazione di Roma in relazione alla proposta di riforma dell’Università attualmente in discussione al Senato.

Roma, 11 maggio 2010

I Ricercatori della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma, nel contesto della protesta relativa al disegno di legge di riforma dell’Università, attualmente in discussione al Senato, che da tempo coinvolge tutte le Università italiane, esprimono preoccupazione e contrarietà nei confronti dell’impianto complessivo del DDL che:

– riduce sensibilmente il finanziamento pubblico dell’Università, subordinando gli obiettivi culturali e scientifici dell’istituzione universitaria a criteri di carattere economico e finanziario;

– aggrava il problema del precariato con l’introduzione della figura del Ricercatore a tempo determinato, pregiudicando così lo sviluppo della ricerca del nostro Paese;

– compromette il principio dell’autonomia universitaria, in particolare attraverso la riforma della composizione dei Consigli di Amministrazione;

– accentua la trasformazione in senso verticistico del governo dell’Università, riducendo sensibilmente gli spazi di deliberazione democratica dei suoi organi.

Inoltre, il DDL penalizza in modo inaccettabile gli attuali Ricercatori a tempo indeterminato, in quanto:

– non ne definisce lo stato giuridico, omettendo di considerare che l’attività di ricerca e di docenza da essi svolta, ormai del tutto analoga a quella dei docenti di prima e seconda fascia, rende da anni possibile il funzionamento delle Università;

– penalizza le legittime aspettative di carriera dei Ricercatori a tempo indeterminato;

– non garantisce adeguata rappresentanza dei Ricercatori nel sistema della governance delle Università.

Per i motivi qui sinteticamente riportati, i Ricercatori della Facoltà di Scienze della Comunicazione chiedono che il DDL venga emendato, in modo da:

– definire lo stato giuridico dei Ricercatori universitari, valorizzando l’indispensabile contributo da essi garantito allo svolgimento delle attività di didattica e ricerca;

– prevedere adeguate possibilità di avanzamento di carriera per la categoria dei Ricercatori a tempo indeterminato attualmente in ruolo;

– garantire ad essi la piena partecipazione agli organi di governo dell’Università;

– offrire idonee tutele e prospettive di inserimento alle figure pre-ruolo;

– prevedere un equilibrio fra le fonti di finanziamento pubbliche e private per l’Università, tale da scongiurare il rischio che la loro missione istituzionale venga subordinata a logiche di tipo economico-aziendale;

– riaffermare, sia in termini di principio, sia nelle soluzioni organizzative e nelle procedure attuative, l’autonomia e la valutazione quali valori fondanti del sistema universitario.

Fintanto che tali richieste non vengano accolte, i Ricercatori della Facoltà di Scienze della Comunicazione, in linea con quanto deciso dalle Assemblee dei Ricercatori della Sapienza e di tante altre Università italiane, si riservano di ritirare la loro disponibilità a ricoprire incarichi didattici per l’anno accademico 2010-2011 e dichiarano di aderire alla mobilitazione indetta dalle Organizzazioni Universitarie dal 17 al 22 maggio. Confidando nel sostegno dei professori ordinari e dei professori associati, i Ricercatori della Facoltà di Scienze della Comunicazione chiedono loro di rinunciare a ricoprire gli incarichi lasciati vacanti e al Consiglio di Facoltà di non affidarli a docenti esterni.

Auspicano infine che si apra un ampio dibattito sulle loro osservazioni e che, dalle Istituzioni e dal mondo politico, provengano segnali di effettiva disponibilità alla discussione ed alla trattativa, per non compromettere il regolare svolgimento del prossimo anno accademico e, soprattutto, per non incidere irrimediabilmente sulla già precaria situazione della ricerca e della formazione universitaria italiana.

Luca Bagaglini