Gli atenei protestano, mobilitazioni in tutta Italia contro il ddl Gelmini

Gli atenei italiani sono in fermento. La protesta è partita ieri, quasi in sordina, e oggi assemblee e occupazioni si sono susseguite nelle facoltà di tutta Italia. Per la giornata di domani è inoltre prevista una manifestazione a Roma, davanti al Senato. A preoccupare studenti e insegnati sono i tagli all’università -in parte già attuati e in parte da applicare nei prossimi due anni- e i contenuti del ddl Gelmini. I manifestanti non hanno dubbi: il provvedimento studiato dal ministro dell’Istruzione mira a “scardinare il sistema nazionale dell’università pubblica, concentrando le scarse risorse in pochi atenei ritenuti eccellenti e ridimensionando il ruolo di tutti gli altri”.

Il dissenso, dunque, si fa sentire. A Milano il rettorato della Statale è stato occupato per circa un’ora e un’occupazione simbolica è stata messa in atto anche al Politecnico di Torino. A Roma ricercatori e studenti hanno presieduto pacificamente il rettorato dell’univeristà di Tor Vergata, imitati poi dagli universitari della Sapienza e di Roma Tre. Proteste anche a Padova, Bari, Catania e Messina.

Il ministro Mariastella Gelmini, da parte sua, sembra non dare troppo peso alla voce degli studenti. “Bisogna avere il coraggio di cambiare, di guardare ad un’università moderna -dichiara- Il ddl elimina sprechi e privilegi, rivede la governance degli atenei, punta sul merito e apre le porte ai giovani”.

Tatiana Della Carità