Rientrano in patria le salme dei caduti in Afghanistan

    Sono decollati alle 15.30 di oggi per l’Italia, su un C-130 dell’Aeronautica Militare, i feretri del sergente Massimiliano Ramadù e del 1° caporal maggiore Luigi Pascazio, caduti ieri in Afghanistan a causa dell’attacco ai danni della colonna di mezzi di cui faceva parte il Lince sul quale erano a bordo.

    Le salme, informa una nota della Difesa, “avvolte in bandiere tricolori e portate a spalle da commilitoni del 32° reggimento genio della Taurinense, sono state benedette dai cappellani militari del Regional Command West prima degli onori militari resi da un picchetto del 2° reggimento alpini, alla presenza di tutti i contingenti nazionali presenti a Herat.

    Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al comandante del Comando di Vertice Operativo Interforze, generale Giorgio Cornacchione, l’ambasciatore d’Italia a Kabul, Claudio Glaentzer, il generale Claudio Mora e il generale Claudio Berto.

    Nelle ore precedenti la partenza per l’Italia, si è tenuto un rito funebre ed è stata allestita una camera ardente dove centinaia di militari del Regional Command West di ISAF hanno reso l’ultimo personale saluto ai due militari caduti in azione”.