Rai: Santoro addio. Accordo consensuale

RAI – Una «risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dipendente». Da una parte Michele Santoro, dall’altra Masi, direttore generale della Rai. Annozero scompare con questa stagione. Ma non si tratta di censura, bensì di accordo commerciale. Il Consiglio di amministrazione ha votato a maggioranza: Santoro lascia quindi la Rai con una sorta di prepensionamento che gli dovrebbe fruttare alcuni milioni di euro (non si sanno cifre precise, si parla da due fino a dieci milioni).  Alla Rai si va in pensione a 65 anni, quindi il conduttore lascia l’azienda con sei anni di anticipo per lanciarsi nella libera professione.

Nell’accordo decadono tutte le cause giudiziale tra Santono e la Rai sui programmi di informazione di prima serata.

Secondo il comunicato ufficiale della Rai “l’accordo è consensuale” .

La Rai continuerà però ad avvalersi della collaborazione di Michele Santoro che darà vita a una propria società di produzione, che sul modello di Porta a porta realizzi prodotti finiti da cedere «chiavi in mano» al servizio pubblico. Si parla di una serie di docu-fiction da cinque puntate ciascuna nella stagione autunno 2010-primavera 2011 (titolo provvisorio molto suggestivo: «Mister M») acquistate direttamente dalla Rai a un milione di euro ciascuna e messe direttamente in onda. Santoro, in poche parole, diventa impresario di se stesso fornendo lo stesso un servizio alla Rai però non più come dipendente. Collocazione dei nuovi progetti: prima serata su Raidue. E di un’altra serie da due puntate che potrebbero forse arrivare su Raitre, sempre in prima serata.

Polemiche solo sui compensi: dall’ UDC tuona Roberto Rao, membro della Vigilanza, che chiede chiarezza sul compenso economico all’ex direttore di Annozero.

Emiliano Stefanelli