Astronomia, una stella in fuga dal luogo di nascita

400000 chilometri all’ora non sono una velocità da poco. Vuol dire andare fino alla Luna e tornare in meno di due ore: una passeggiata mattutina per tenersi in forma. Con l’aiuto del solito Space Telescope, dello spettrografo COS installato da poco (Cosmic Origins Spectrograph) e di altri “compagni”, si è individuata una stella che potrebbe essersi allontanata di 375 anni luce dalla sua casa, l’ammasso R136, viaggiando proprio a tale velocità.

La fuggitiva si trova ai confine della nebulosa 30 Doradus, luogo di nascita e crescita stellare situato nella nostra vicina di casa, la Grande Nube di Magellano. Questa “nursery” è un laboratorio veramente unico e proprio in esso si riescono a studiare probabilmente le stelle più massicce del nostro Universo locale. 30 Doradus, chiamata anche nebulosa Tarantola, si trova a circa 170000 anni luce da noi e nel suo nucleo più interno si annidano molte stelle che raggiungono e superano le cento masse solari ciascuna.

La scoperta della fuggitiva è molto importante in quanto il fenomeno dinamico che causa queste espulsioni da un ammasso ultra denso è stato a lungo ipotizzato teoricamente, ma mai osservato direttamente. Si conoscevano stelle di piccola massa ad alta velocità scappate dalla nebulosa di Orione già cinquanta anni fa, ma questa è la prima conferma in un ammasso giovane e molto massiccio.

Queste “fughe” si possono ottenere in due modi: una stella incontra una o due stelle giganti e viene dinamicamente espulsa da una specie di partita a “flipper” tra le sorelle più grandi. Oppure, essa fa parte di un sistema binario in cui la compagna più massiccia è esplosa come supernova. Nel caso di R136 siamo probabilmente nel primo caso, in quanto l’ammasso è troppo giovane per avere delle “figlie” già esplose come supernove. La sua fuga è stata perciò causata da un gioco di complicata dinamica stellare di più corpi interagenti gravitazionalmente.

La stella era già stata individuata come “anomala” nel 2006, a causa della sua altissima temperatura che indicava un’età estremamente giovane, non più di uno o due milioni di anni, perché altrimenti sarebbe già esplosa drammaticamente. Doveva essere sicuramente scappata di casa, in quanto vicino a lei non esistevano “culle” stellari. Ulteriori osservazioni dello Space Telescope confermarono la massa enorme: almeno novanta volte quella del Sole. Una ricerca dettagliata nell’archivio dell’Hubble individuò, in un’immagine del 1995, la nostra fuggitiva in una posizione ben più prossima alla zona periferica di Doradus 30. Infine, uno studio spettroscopico eseguito con il VLT dell’ESO ha misurato una velocità costante e non quella che ci si dovrebbe aspettare se la stella fosse legata gravitazionalmente a una compagna.

Forse la nostra fuggitiva non è nemmeno sola in questa avventura. Altre due stelle super massicce sono state individuate ai confini della nebulosa e potrebbero essere state anch’esse cacciate da casa. Quale sarà la loro fine? Nient’altro che una corsa attraverso lo spazio fino a che un’esplosione immane di supernova le trasformerà in buchi neri.

Tanta fatica per un buco nell’acqua… ops! nello spazio!

Vincenzo Zappalà – Astronomia.com