Riforma finanza Usa, Wall Street teme crollo dei profitti

Dopo il voto di ieri al Senato, la riforma del sistema finanziario americano è in dirittura d’ arrivo, e Wall Street già teme un crollo dei profitti. Per alcuni analisti, fino al 20% in meno.

Wall Street Bull

Il testo approvato ieri è la più vasta riforma del sistema di regolazione finanziaria americano dagli anni 1930, ed una priorità legislativa del presidente Barack Obama. I senatori lo hanno adottato con 59 voti contro 39. Il Senato dovrà ora conciliare la sua versione del progetto di legge con quella adottata in dicembre alla Camera dei Rappresentanti, prima che il testo possa essere inviato alla Casa Bianca per la promulgazione da parte di Obama.

Per gli osservatori la versione del Senato è molto più punitiva verso Wall Street rispetto a quella della Camera. I cambiamenti più significativi riguardano gli strumenti derivati. Nella versione del Senato le banche di Wall Street sarebbero costrette a mantenerli separati dalle divisioni bancarie, o addirittura a scorporarle.

Guy Moszkowski, un analista di Bank of America Merrill Lynch, ha stimato che i derivati rappresentano circa la metà del fatturato delle grandi istituzioni. Secondo lui la legge potrebbe diminuire il reddito da derivati del 30-50%. Se la legge fosse stata in vigore questo trimestre, ha detto, il fatturato di JpMorgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley sarebbe stato inferiore del 16% rispetto a quanto riportato.

Ma la versione finale della legge verosimilmente subirà ancora qualche modificia. Analisti di Goldman Sachs hanno cercato di quantificarne l’impatto prendendo in considerazione solo gli elementi che con maggior probabilità saranno inclusi nel testo finale. Tra questi, i limiti alle penali su conti correnti e carte di credito, le restrizioni alle speculazioni e agli investimenti in derivati. Secondo Goldman l’impatto negativo sugli utili potrebbe essere tra il 17% e il 20 per cento.

Altri esperti, più scettici, ritengono che nemmeno la versione “forte” della legge possa davvero impensierire Wall Street. “I lobbisti hanno fermamente il controllo di Washington, e gli sforzi di riforma realisticamente saranno modesti”, ha detto Jim Hardesty, direttore generale di Hardesty Capital Management. Le società di Wall Street, ha detto, “possono reinventarsi, e hanno dimostrato di sapersi adattare in modo eccellente attraverso svariati cicli del mercato”.

America24