lealtà e realtà attraverso i media

    I mezzi di comunicazione sono le istituzioni dell’intera umanità e i media dai giornali ai massmedia fino ad arrivare ad internet, sono passati oggi alla logica di grandi aziende che non badano a comunicare la verità obiettiva e l’imparzialità, ma alle regole commerciali del mercato e all’utilità commerciale che va attraverso la pubblicità che avviene proprio per mezzo dei media; si parla infatti di industria culturale, quella dei giornali, dei libri, della radio, del cinema, della televisione, dei compact disk (quelli più comunemente chiamati cd) e di internet che solo nel 2005 ha fatturato 450.000 milioni di dollari. In questa logica commerciale i media hanno modificato le loro funzioni, quelle informative ed educative, impostandole più su una vera e propria mercificazione delle idee, dando un’immagine della realtà sociale più emozionante, eccitante e sorprendente, cioè si cerca di dare uno “spettacolo vendibile”. Data però l’influenza dei media sulla società, potrebbero invece svolgere un ruolo d’importanza decisiva nella trasformazione della società in meglio, per una vita migliore, anche se la logica del guadagno economico non lo permette perchè le più grandi compagnie mediatiche sono alleate del potere, anzi, sono loro stesse il potere. Dunque, bisognerebbe pensare a dei mezzi di comunicazione alternativi, i cosiddetti media alternativi per dare voce a chi oggi non ce l’ha. Si parla proprio di istituzionalizzazione della bugia di classe, della manipolazione dei fatti e la presentazione della realtà come uno spettacolo vendibile cui ci sottomettono le agenzie capitaliste generatrici di un particolare tipo d’ informazione e cultura. C’è una nuova lotta, quella per un mondo più giusto e per la costituzione del ” villaggio globale” basato sul beneficio democratico della maggioranza e non solo delle élite, che deve essere fatta proprio dai mezzi di comunicazione che rappresentano, come già detto, un forte potere condizionante sulla società tanto da riuscire a cambiare la vita delle persone, quindi riuscirebbero davvero a cambiare il mondo in meglio. C’è una risoluzione del Parlamento europeo che, nello specifico, ha sottolineato il ruolo primario dei media e ha considerato che i mezzi di informazione possono contribuire allo sviluppo di un paese, in quanto la qualità di vita della popolazione può essere influenzata da questi e che il ruolo principale dei mezzi di comunicazione è la disseminazione di informazioni, un processo attraverso il quale offrono ai cittadini un’effettiva circolazione di notizie, sull’attualità, sulle politiche e sulle attività dei governi, e sono il vettore più importante per la partecipazione del pubblico al processo decisionale. Ha anche sottolineato il ruolo dei mezzi di comunicazione nell’istruzione delle popolazioni nei paesi in via di sviluppo, specialmente in termini di assistenza sanitaria, occupazione, agricoltura, commercio e sostenibilità ambientale a favore anche dello sviluppo, ed è consapevole del problema della “personalizzazione” delle notizie che può manipolare sia il pubblico dei paesi in via di sviluppo che il pubblico occidentale ed esorta le organizzazioni che si occupano della formazione dei giornalisti ad attribuire particolare importanza alla fissazione di una retribuzione minima per le persone che lavorano nei mezzi di informazione, per renderli meno vulnerabili alla corruzione; è consapevole che i mezzi di comunicazione indipendenti e professionali svolgono un ruolo chiave nel trasmettere la conoscenza e dare una voce alle persone marginalizzate, sviluppando una cultura critica in cui le persone siano meno timorose di mettere in questione le azioni del governo. Dagli studi fatti, pare sia proprio dall’Illuminismo che sia iniziata la diffusione di notizie false, perchè così si pensava di migliorare la qualità della vita, liberando la società da una cultura intrisa di superstizioni medievali. C’è quindi oggi una stampa manipolata, soprattutto dove le agenzie di stampa sono controllate dallo Stato o da forze politiche, dove appunto c’è una vera e propria stampa di regime che usa il potere dei mezzi di comunicazione per influenzare l’opinione pubblica. Spesso c’è un forte contrasto tra i proprietari dei media e i giornalisti perchè i proprietari cercano di manipolare le notizie a loro favore o puntare di più su un’argomentazione che loro ritengono possa agevolarli e per questo i giornalisti molto spesso sono sottomessi alla volontà dei “loro padroni”, mentre il giornalista deve avere una propria personalità, una propria visione del mondo, la sua sensibilità riguardo al mondo intero e soprattutto deve essere indipendente sia dal potere politico che dal potere economico. Ci sono giornalisti che muoiono in guerra come veri soldati o che vengono ammazzati dalla mafia e non lo fanno nè per i “loro” proprietari, nè per i soldi, perchè mettono a repentaglio la propria vita che vale più di ogni altra cosa, e solo per informare la società della semplice “verità del mondo” facendolo per una vocazione molto superiore che dà un senso alla loro esistenza sociale. Il giornalista deve, quindi, svolgere il suo lavoro con le sue convinzioni, sulla base della sua appartenenza sociale e culturale e non per i soldi, altrimenti svuota il senso della sua nobile professione; ovviamente il punto di vista di un giornalista, non può essere l’unica verità che ci sia, essa deve competere con la verità di altri. Ma oggi i giornali vengono letti? La gente si informa? In Italia in particolare ci sono due grandi testate giornalistiche: il Il corriere della sera e la Repubblica, seguiti dalle testate giornalistiche sportive. Il Corriere della Sera è stato per anni un giornale quotidiano anomalo nella stampa occidentale essendo il quotidiano più venduto e autorevole, ma soprattutto oggi deve cedere il passo alla Repubblica, e alla Gazzetta dello sport. Non si capisce bene cosa stia accadendo alla stampa giornalistica italiana. “Il Corriere della sera” viene oggi venduto di meno della “Repubblica”, che invece viene letta del 2,5 per cento in più, e ancora, la “Stampa”, altro principale concorrente, ha perso il 5,4 per cento delle vendite e uguale sorte è toccata ad un’ altra grossa testata: “Il Messaggero”. L’unico stabile nelle percentuali delle vendite è “Il Sole 24Ore”, evidentemente perchè l’interesse economico e finanziario rimane nella stessa percentuale di lettori, sicuramente esperti. In generale c’è quindi una diminuzione della lettura, perchè è sempre più in aumento il mondo dell’informazione telematica: Internet, i giornali on- line e i new media. La lettura in Italia è in crisi da tempo e si pensa, anche, perchè le testate giornalistiche non hanno una grossa rilevanza internazionale e perchè gli italiani sembrano quasi ribellarsi ai giornali “che creano l’opinione pubblica”. Oggi non c’è più “l’obiettività” del giornalista e la verifica dei fatti raccontati e per questo è cambiato il modo di impostare le notizie, si tende a descrivere una realtà sempre più superficiale, perchè non solo la stampa, ma anche la telvisione devono rispondere sempre più a regole commerciali; sta cambiando il ruolo tradizionalmente svolto dai mezzi di comunicazione, ma il ruolo principale dei mezzi di comunicazione è quello del pluralismo dell’informazione, con l’obiettività, la lealtà, l’imparzialità dell’informazione, nonchè l’apertura alle diverse opinioni e tendenze politiche, e che l’attività di informazione radiotelevisiva, da qualunque emittente o fornitore di contenuti esercitata, costituisce un servizio di interesse generale, che deve garantire la libera formazione delle opinioni e l’accesso di tutti i soggetti politici alle trasmissioni di informazione e di propaganda elettorale e politica in condizioni di parità di trattamento e imparzialità. Tutte le trasmissioni televisive d’informazione devono rispettare la completezza dell’informazione, la pluralità dei punti di vista e la necessità del contradditorio. I direttori, i conduttori televisivi e i giornalisti devono operare nel rispetto dell’imparzialità e avere come unico obiettivo quello di fornire ai cittadini utenti il massimo delle informazioni, verificate e fondate con il massimo della chiarezza e lo stesso vale per le rubriche, i telegiornali e trasmissioni di ogni genere. Fondamentale nel sistema della comunicazione è e resterà la presenza di un servizio pubblico che assicuri un’informazione corretta e plurale, che sostenga la produzione nazionale di audiovisivi, che combatta il digital divide (per digital divide si intende il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie e chi non può farlo per reddito insufficiente, ignoranza e assenza di infrastrutture, come nel caso dei paesi in via di sviluppo) e, soprattutto le Nazioni Unite si sono mobilitate per il raggiungimento di un nuovo obiettivo: quello di permettere l’accesso alle tecnologie dell’informazione e che la comunicazione diventi un servizio a disposizione dell’intera umanità. Per il perseguimento di tali risultati bisogna eliminare il conflitto di interessi tra cariche del governo e titolarità di qualsiasi mezzo radiotelevisivo. Queste regole non valgono solo per i mass- media, ma anche per la carta stampata, anche se i sistemi radiotelevisivi sono più seguiti dei giornali, come risulta dalla diminuzione delle vendite dei quotidiani accennata sopra; sicuramente sono entrambi mezzi di persuasione, ma oggi è più seguita la televisione e la radio e, soprattutto, internet, l’ultimissimo mezzo di comunicazione. Negli Stati Uniti molti giornali esistenti già prima dell’era telematica, hanno iniziato a sfruttare internet ( appunto perchè più seguito) per pubblicare le loro uscite. Internet è il nuovo flusso informativo che sta creando qualche danno alla carta stampata. Proprio per questo serve una nuova figura di giornalista che sappia integrare la sua professionalità con le esigenze vere della realtà, senza condizionamenti di alcun tipo, che sappia stimolare chi legge con articoli informativi rispondenti alla realtà, tanto il lettore è capace di formulare una sua opinione e ipotizzare riflessioni personali. Il lettore di un giornale è capace di analizzare una notizia e di comprenderne il messaggio, è capace qundi di critica personale.