Rignano Flaminio, oggi parte il processo

Dopo quasi quattro anni di indagini, prende oggi il via al Tribunale di Tivoli il processo sui presunti abusi subiti da 21 bambini della scuola materna ‘Olga Rovere‘ di Rignano Flaminio. Nel procedimento sono imputate le maestre Patrizia Del Meglio, Silvana Candida Magalotti e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti e Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio. Leggendo i reati contestati agli imputati vengono i brividi: a seconda delle singole posizioni, si va dagli atti osceni alla sottrazione di persone incapaci, dal sequestro di persona ai maltrattamenti, dalla violenza di gruppo alla corruzione di minore, dalla violenza sessuale aggravata agli atti contrari alla pubblica decenza. Alcuni degli avvocati delle famiglie dei piccoli si preparano inoltre a chiedere la citazione del Ministero dell’Istruzione in quanto responsabile civile: il comune di Rignano Flaminio e i rappresentati di altre istituzioni dovranno, in tal caso, spiegare ciò che è accaduto nel momento in cui sono state presentate le prime denunce dei genitori e i sospetti e le voci si diffondevano in tutto il paese.

“Non è un processo normale -precisa l’avvocato Antonio Cardamone, legale di parte civile che rappresenta in aula alcune delle famiglie dei minori- Vista la delicatezza degli argomenti affrontati, sarebbe auspicabile accelerare i tempi processuali. Per questo ci auguriamo che venga fissato un calendario di udienze. Inoltre è necessario fare chiarezza al più presto su questa vicenda: i bambini e le loro famiglie vivono ancora una situazione problematica e hanno bisogno di risposte”. “La difesa -conclude Cardamone- chiederà di ascoltare circa 700 testimoni, mentre noi abbiamo richiesto un numero decisamente inferiore. Nel complesso, si tratta di circa mille testimonianze”.

L’avvocato Giosuè Buno Naso, legale di Silvana Magalotti, parla invece di un possibile rinvio del procedimento. “Probabilmente -dichiara il legale- il processo verrà rinviato, perché non c’è ancora un collegio giudicante stabile. La legge infatti vuole che il processo si svolga interamente davanti agli stessi giudici, condizione che al momento non è garantita al Tribunale di Tivoli. Immagino dunque che ci aggiorneremo a giugno”.

Tatiana Della Carità