La Russia e la sfida iraniana

Il recente raffreddamento nelle relazioni fra Russia e Iran è solo l’ultimo episodio di un rapporto travagliato la cui storia ha più di un secolo, durante il quale l’Iran si è trovato al centro delle ambizioni contrastanti delle grandi potenze coloniali tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, e poi delle due superpotenze dell’era della Guerra Fredda; ecco come vede questo rapporto l’analista russo Dmitry Kosyrev

Giorni fa, Russia e Cina hanno raggiunto un accordo con gli Stati Uniti e gli altri membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ ONU per imporre sanzioni leggermente più dure contro l’ Iran a causa del suo programma nucleare. Questo evento ha coinciso grosso modo con l’anniversario di un evento epocale nella storia delle relazioni russo-iraniane: il 20 maggio 1920, i due paesi si riconobbero l’un l’altro ufficialmente.

Studiando la storia che ne seguì, si è colpiti da una strana tendenza: gli anniversari più importanti sono spesso accompagnati da tensioni. È come se l’Iran fosse una sfida inviata dall’alto per mettere alla prova la determinazione diplomatica della Russia.

Il riconoscimento diplomatico seguì all’affermazione del dominio sovietico sull’Azerbaigian, quando le imprese iraniane iniziarono a premere sul loro governo per ottenere il permesso di lavorare con i sovietici. Nel 1917, Mosca fece all’Iran un dono raro ritirandosi dal trattato (con la Gran Bretagna (N.d.T.) ) di spartizione delle sfere di influenza in Persia (Iran). Il 26 febbraio 1921, a seguito del riconoscimento diplomatico, la Russia e l’Iran firmarono un accordo con il quale la Russia sovietica cedeva tutti i beni precedentemente posseduti dal regime imperiale russo, compresi porti, strade, banche e altro ancora. Se la Gran Bretagna, l’attore più influente in Iran, aveva del tutto dei sentimenti non negativi nei confronti di Lenin e Trotsky, questa propaganda anti-coloniale sicuramente ne fece piazza pulita.

Tuttavia, vent’anni dopo (ecco il primo anniversario), Teheran si ritrovò nella sfera di influenza della Germania nazista. Nel 1941, la Germania addirittura programmò di utilizzare l’Iran come una testa di ponte da cui lanciare la sua invasione del Caucaso. L’Iran era attraversato da traffici di armi, e il paese era pieno di spie. Mosca unì le forze con il suo nemico di vecchia data, la Gran Bretagna, per invadere l’Iran nella tarda estate del 1941. Questo è il motivo per cui la famosa Conferenza di Teheran del novembre-dicembre 1943 (tra Roosevelt, Stalin e Churchill (N.d.T.) ), che sostanzialmente stabilì la coalizione degli Alleati, si svolse laggiù.

La Russia e l’ Iran non divennero esattamente buoni amici dopo di ciò. Mosca e Teheran si sono trovati su fronti opposti anche quando un altro anniversario si avvicinò, vent’anni dopo. Invece di firmare un accordo di non aggressione con l’Unione Sovietica, come previsto, l’Iran firmò un trattato analogo con gli Stati Uniti. Il trattato comprendeva anche una cooperazione militare, che quasi provocò una rottura nelle relazioni russo-iraniane. Tuttavia, nel momento in cui le tensioni esplosero durante la crisi missilistica cubana, Teheran annunciò nell’autunno del 1962 che non avrebbe più ospitato basi missilistiche straniere né consentito che il suo territorio venisse utilizzato come un possibile punto di partenza per un attacco all’Unione Sovietica. Se vi piacciono le scariche di adrenalina, provate a negoziare con gli iraniani!

Seguì un periodo di stabilità, ma, mentre un nuovo anniversario si avvicinava nel 1980, scoppiò la rivoluzione in Iran. Agli occhi del nuovo governo iraniano, l’Unione Sovietica era il “Piccolo Satana”, in contrasto con il “Grande Satana”, gli Stati Uniti. Con il senno di poi, era un chiaro segnale che il mondo bipolare era destinato a tramontare. L’Unione Sovietica dovette ricominciare da capo con l’Iran.

Nel 1990, fu l’Unione Sovietica a condannare l’Iran per aver emesso una fatwa che invitava i musulmani ad uccidere lo scrittore Salman Rushdie per il suo romanzo “I versetti satanici”, ritenuto anti-musulmano. Si trattava di una Russia diversa, una Russia in cui l’opinione pubblica era fortemente contraria a punire gli scrittori per il loro lavoro – qualcosa con cui l’Unione Sovietica aveva avuto molta esperienza. Estratti de “I versetti satanici” furono pubblicati in Unione Sovietica nel 1990.

Il 2000 fu diverso. Giunse cinque anni dopo che Mosca aveva interrotto i legami militari con l’Iran come parte degli accordi Gore-Cernomyrdin; ma la guerra in Jugoslavia nel 1999 spinse Mosca a invertire la rotta. Il ministro della difesa russo, Igor Sergeyev, si recò a Teheran per negoziare il ripristino della cooperazione di difesa.

Mosca ha difeso l’Iran per anni dagli attacchi di varie amministrazioni degli Stati Uniti, a volte mettendo a rischio i propri interessi. Certo, una guerra USA-Iran durante il mandato di George W. Bush sarebbe stato un risultato ben peggiore, in quanto avrebbe causato una catastrofe geopolitica nella regione del Caspio e dell’Asia centrale. Fu questo che divenne il centro dell’attenzione, e tutto il resto fu messo in sordina. Ma ora la situazione è diversa. Teheran sembra intenzionata a creare problemi per se stessa.

Forse la chiave di una soluzione sta nella stessa civiltà iraniana. Le relazioni diplomatiche sono limitate alle opinioni dei diplomatici, dei segretari generali, dei presidenti e degli scià. Esse non rispecchiano il paese stesso – l’antico Iran e la sua incredibile cultura. Il futuro delle relazioni russo-iraniane dipenderà in larga misura dalle interazioni tra i loro popoli, indipendentemente dalle tensioni tra i loro governi. È giunto il momento che i due popoli si riconoscano ufficialmente l’un l’altro, e non solo gli Stati.

I russi scoprirebbero molte cose interessanti. L’Iran è una delle civiltà più antiche sviluppatesi con continuità, insieme a India e Cina. L’Iran esisteva tremila anni prima di Cristo, quando l’Europa era ancora silenziosa. Viaggiare in Iran e parlare con la gente di questa antica cultura è affascinante. I popoli che appartengono ad antiche civiltà hanno sempre una prospettiva unica.

L’Iran ha dato un contributo importante alla nascita di un’importante religione mondiale. Ha inventato una propria forma di governo, e ha prodotto grandi poeti più di ogni altro paese. E prima che Pietro il Grande introducesse le parrucche e altre mode europee in Russia, i russi erano perfettamente a loro agio nei loro caffettani, sarafan, e altri vestiti dai nomi persiani.

Dmitry Kosyrev è un analista politico russo

Traduzione a cura di Medarabnews.com