Disastro petrolifero in Louisiana, Obama: chiuderemo la falla

    Volendo dare prova di leadership di fronte al peggior disastro petrolifero della storia americana il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è volato di persona sulla costa della Louisiana.

    Dallo scorso 20 aprile, dopo l’esplosione di una piattaforma di Bp al largo della Louisiana, decine di milioni di barili di petrolio si sono riversati in mare, e Obama sta tentando in ogni modo di allontanare ogni paragone con la gestione dell’uragano Katrina da parte el suo predecessore George W.Bush.

    Parlando da Grand Isle, Louisiana, Obama ha detto che la fuoriuscita è un “assalto” alle coste e all’economia della regione, ha promesso agli abitanti della Louisiana che “non saranno lasciati soli” e che il governo lavorerà fino a quando la fuoriuscita non sarà fermata e tutte le spiagge ripulite.

    Obama ha visitato una spiaggia a sud di New Orleans che è minacciata dalla marea nera, e si è fermato sulla riva per osservare l’orizzonte, dove erano visibili delle piattaforme petrolifere.

    Intanto, prosegue lo sforzo di contenimento della fuoriuscita da parte di Bp, che da quasi tre giorni sta iniettando fango e liquidi ad alta densità nel pozzo sul fondo del mare.

    La manovra, nota come “top kill”, non è mai stata tentata a queste profondità e, sebbene la Guardia Costiera e Bp abbiano registrato un certo successo, gli sviluppi delle prossime 12-18 saranno “cruciali” e, come detto dall’amministratore delegato di Bp Tony Hayward, non ci saranno certezze prima di altre 48 ore. Obama ha detto che un gruppo di esperti è pronto ad intervenire se Bp non produrrà risulati.

    Ieri il presidente ha tenuto una confernza stampa alla Casa Bianca dove si è detto “arrabbiato e frustrato” per il prolungarsi della situazione, ma ha difeso l’operato del governo nella gestione della crisi. Ha rifiutato le accuse alla sua amministrazione di aver lasciato il controllo delle operazioni di emergenza nelle mani di Bp, dicendo che ogni mossa della società viene approvata dalla Casa Bianca in anticipo. “Bp opera sotto la nostra direzione”, ha detto. “Ogni azione o decisione chiave che prendono deve essere prima approvata da noi”. Il colosso petrolifero “è responsabile di questo orribile disastro” e che dovrà ripagare fino all’ultimo centesimo per i danni causati.

    Il disastro è cominciato lo scorso 20 aprile dopo l’esplosione della piattaforma off-shore Deepwater Horizon, di proprietà di Bp. Il colosso petrolifero ha da allora stimato la fuorisucita in circa 800.000 litri di petrolio al giorno, ma un rapporto del governo diffuso ieri ha trovato che l’entità del danno sarebbe molto peggiore, da due a cinque volte tanto.

    America24