Ddl intercettazioni, ecco le modifiche presentate dal Pdl

Il Pdl ha presentato 11 emendamenti al tanto discusso ddl intercettazioni, che il 31 maggio prossimo sarà sottoposto all’esame dell’Aula del Senato. Tra le modifiche apportate rientra anche qualche piccola concessione alla stampa, che comunque non intacca la sostanza del provvedimento. Un emendamento, infatti, prevede la possibilità di pubblicare “per riassunto” gli atti relativi ad indagini in corso. Viene cancellata, inoltre, la parte del testo riguardante le riprese visive –che, come spiega il relatore del ddl Roberto Centaro, “diventeranno oggetto di una norma ad hoc”-e vengono ridotte le sanzioni per gli editori che dovessero pubblicare atti giudiziari prima dell’udienza preliminare. Inoltre in questa nuova versione del ddl anche i pubblicisti, oltre agli 007 e ai giornalisti professionisti, potranno effettuare registrazioni di comunicazioni e riprese ai fini dell’attività di cronaca. Un altro emendamento vieta invece la pubblicazione, anche parziale, delle intercettazioni fino alla conclusione delle indagini preliminari e restano allo stesso modo blindate le ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Uguale divieto vale poi per le richieste di queste stesse misure. Il contenuto potrà infatti essere pubblicato solo dopo che l’indagato o comunque il suo legale siano venuti a conoscenza dell’ordinanza del giudice. Nessuna modifica, infine, alla parte del testo che non consente la pubblicazione di intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione o che riguardino circostanze e persone estranee alle indagini.

Tatiana Della Carità