Terra Futura a Firenze, per un’economia e una società sostenibile

Si è aperta ieri alla Fortezza da Basso a Firenze la settima edizione di ‘Terra Futura’ (28-30 maggio) la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Nel seminario inaugurale sul tema “Le comunità sostenibili e responsabili, laboratori di futuro”, l’economista Loretta Napoleoni ha evidenziato come oggi manchi la solidarietà, “elemento portante dell’economia”. A riguardo dei nuovi modelli economici che si muovono su percorsi di sostenibilità e di responsabilità come la Banca Etica, le cooperative, le imprese etiche napoleono ha evidenziato che “potrebbero sopravvivere meglio delle altre perché hanno una rete di supporto, ma in questa rete ci sono poche imprese. Se avessimo sviluppato una rete regionale più fitta e solida dal 2008, con l’aiuto del Governo, la situazione sarebbe migliore. Il movimento solidale ed etico sa reggersi da solo e far fronte a momenti di grande difficoltà. Ma da solo non può fare miracoli”.

Susan George, presidente onorario di Attac Francia e membro della presidenza del Transnational Institute ha ricordato che “le imprese transnazionali fanno falsi bilanci per non pagare quello che devono”. “La responsabilità sociale – ha aggiunto – da sola non basta: è un intero sistema da convertire verso l’economia verde. E ancora le imprese devono essere responsabili insieme, capaci di social trade, come quelle 1500 imprese di Porto Alegre, in Brasile, che hanno saputo far rete e sono reciprocamente fornitori e acquirenti”.

Euclides Andrè Mance della Rete brasiliana di economia solidale “Solidarius” ha richiamato che “occorre fare rete tra organizzazioni di economia solidale per riorganizzare i flussi economici perché se non ci sono datori di lavoro né c’è sfruttamento il valore economico rimane accumulato: bisogna riorganizzare un‘economia produttiva delle filiere produttive da parte delle economie solidale”. “In questo – ha aggiunto.- due assi sono fondamentali: l’espansione dell’economia solidale per riaggregare gli esclusi che non vogliono vivere nell’economia egemonica e l’equilibrio ecologico, perché la produzione dei mezzi che soddisfano il “ben vivere” va coniugata con il rispetto per l’ecosistema”.

Oggi verrà presentata la campagna ‘Zerozerocinque’ per l’introduzione di una mini-tassa dello 0,05% su tutte le transazioni finanziarie e il sito ‘www.ViziCapitali.org’ – promosso tra gli altri anche da Unimondo – che riporta uno screening delle attività delle prime dieci banche italiane su sette indicatori (i “vizi capitali”): armamenti, impatto sociale, impatto ambientale, paradisi fiscali, tutela del risparmiatore, nucleare civile e privatizzazione dei servizi idrici.

Anche Unimondo è presente con un proprio stand a ‘Terra Futura’ per incontrare i propri lettori. “Presentiamo – dice il direttore Fabio Pipinato – la Carta di Trento per una migliore cooperazione internazionale, le mappe geografiche “M’illumino di meno – m’informo di più” di Unimondo e facciamo dono della seconda Antologia delle Guide di Unimondo. Ma soprattutto raccogliamo le firme per la campagna “Stop F 35” distribuendo magliette con il rebus: 13,5 mld € x 131 F35 – JSF. Siamo, infatti, alla volata finale della campagna e c’è la necessità di riaccendere i riflettori su questo spreco”. [GB]

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