Intercettazioni, il Pdl non apre alle richieste dei finiani. Il limite dei 75 giorni e la norma transitoria restano

Il Pdl non sembra disposto ad ascoltare le richieste dei finiani. Secondo quanto emerso nel corso del vertice del partito tenutosi questo pomeriggio in Senato sul nodo intercettazioni, sembra che la maggioranza non abbia infatti alcuna intenzione di toccare il limite dei 75 giorni. Un orientamento confermato anche da Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia di palazzo Madama. “La questione del limite dei 75 giorni per effettuare intercettazioni resta aperta, ma penso si debba ritenere che questo termine resterà”. E anche la richiesta dei fedelissimi del presidente della Camera di eliminare la norma transitoria -che prevede che le nuove regole sulle intercettazioni siano applicabili anche ai processi in corso- sembra avere poche possibilità di successo. Il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri dichiara infatti che la norma “non si tocca”. Ma Fini e i suoi sembrano ancora convinti di poter arrivare all’accordo con l’altra fazione della maggioranza. “Al di là delle polemiche politiche, credo che sulle questioni da noi poste sia possibile giungere ad un’intesa” dichiara infatti il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Andrea Augello. “Vogliamo offrire una riflessione con un intento collaborativo e migliorativo del testo -sottolinea poi il finiano Italo Bocchino– Mi sembra che al Senato si stiano facendo dei passi avanti ma ci sono ancora questioni su cui riflettere. Bisognerebbe approvare un testo largamente condiviso, così da non doverlo poi modificare alla Camera”.

Questa mattina, inoltre, la commissione Giustizia ha approvato 9 degli 11 emendamenti alla legge presentati da Pdl e Lega. Restano quindi da discutere solo la norma transitoria e l’arresto in flagrante per i reati di violenza su minori.

Tatiana Della Carità