Intervista a Claudio Lippi, dall’ addio di Buona Domenica al mancato approdo su Raidue

Non lo vediamo in televisione da alcuni anni, quando – per manifestare tutto il suo disappunto nei confronti di un determinato tipo di televisione – fece armi e bagagli e abbandonò il contenitore domenicale che lo vedeva protagonista. Una scelta che è costata cara al presentatore che, a distanza di anni, continua a pagare per questa “ribellione” e cerca ancora una propria collocazione in palinsesto. Dai mancati incontri con i Berlusconi, padre e figlio, alla riappacificazione con Lucio Presta e Paola Perego, dalle pregresse esperienze de Il Pranzo è Servito e Tira e Molla (Si o No) ad un bizzarro appuntamento con il Direttore di Raidue Liofredi, Claudio Lippi si racconta a DM svelandoci i retroscena di un suo ipotetico approdo (mai avvenuto) a Raidue.

Allora Claudio, a che punto siamo rimasti?

Siamo rimasti ad un episodio che si trascina tuttora. Un momento che non è mai stato letto per come io speravo di averlo fatto capire. O sono stato poco chiaro io oppure c’e’ stata una forte strumentalizzazione.


Parliamo del tuo abbandono di Buona Domenica?

Si. Arrivavo a quell’edizione dopo 10 edizioni con Costanzo nelle quali ho sempre fatto parte di squadre in cui si alternavano i giocatori: Fiorello, Papi, Lopez, Barale, Freddi, Capua, Laurenti, Insegno. C’e’ stata, quindi, una lunga militanza in una trasmissione nella quale, per scelta di un unico responsabile che si chiamava Maurizio Costanzo, se si andava bene si condividevano i successi e ciascuno prendeva i propri meriti; se viceversa andava male, la colpa cadeva solo su Costanzo. Eravamo abbastanza protetti: è un ombrellone talmente largo che se ne prendeva tutte le responsabilità, nel bene e soprattutto nel male. Quando Costanzo abbandonò Buona Domenica, mi fu proposto di essere il fil rouge tra una trasmissione che era diventata storica e una nuova formula. Per creare una continuità mi si chiese di rimanere con dei ruoli che non furono mai sufficientemente condivisi e discussi.

Vale a dire?

Il mio problema non era tanto l’essere sul ring che, comunque, era lontano dal mio modo di fare spettacolo o di interpretare la domenica pomeriggio, ma risiedeva principalmente in una difficoltà di dialogo. Mi fu, infatti, assegnata una ”quota autorale” grazie alla quale portavo dei suggerimenti, ma non mi è stata data mai la possibilità di metterli in pratica. Quando, alla seconda o alla terza puntata, sarebbe dovuto essere ospite proprio Luca Laurenti proposi di rifare quel gioco (ideato da me) col quale bisogna indovinare cosa c’era scritto su una fascetta attaccata sulla fronte dei concorrenti. Mi si impose di fare, invece, la classifica del Senso della Vita fatta da Bonolis – Laurenti. Ebbi un moto di rivolta: “perchè devo fare una cosa che fa un collega quando avevo la mia?”. Non immagni cosa sia successo…

E dunque?

Non volevo diventare un ingranaggio di un sistema che non conosco e non condivido. Ho una credibilità con un certo pubblico e non voglio perderla. Non pretendo di essere protagonista (nella mia vita non l’ho quasi mai fatto). E’ molto più saggio essere un’ottima spalla piuttosto che un mediocre professionista. Non ho il sacro furore del “ci penso io, l’ho inventato io” (imita Pippo Baudo, ndDM).

Non volevi deludere quel pubblico che ha una certa idea di te?

Non è un fatto moralistico. Io non ho mai parlato di trash, ho parlato di contenuti nei quali non ero in grado di essere me stesso. Ho fatto una scelta di difesa del mio lavoro. Non di accusa per il lavoro degli altri.

Ci hai rimesso economicamente?

Caspita! Ci ho rimesso in quell’occasione perche’ ho perso 30 puntate e ci ho rimesso perchè sono diventato colui che ha offeso un gruppo di lavoro. Uno che per la prima volta, da dentro, ha denunciato il sistema.

Stai pagando le conseguenze…

Sono stati anni difficilissimi. Tre settimane fa c’e’ stato finalmente un incontro, come cercavo da tempo, con Lucio Presta e un chiarimento, tramite Lucio, con Paola. Per ammissione anche di Lucio, il fatto che un personaggio come me avesse lasciato il programma, rischiava di seppellire Paola e hanno dovuto difendersi. Però sono partiti con la Marina, l’Aviazione, l’Esercito, le Truppe Cammellate contro uno che arrivava con una pistola ad acqua. Passano gli anni… io ho diritto di lavorare. Togliendo, tra l’altro, quell’alone di diffidenza che si era creato nonostante il consenso di tutto il mio pubblico.

Che differenze c’ erano, se c’ erano, tra le domeniche di Costanzo e della Perego?

Diciamo che l’ una era la normale prosecuzione dell’altra. Era da tempo che la domenica aveva un risvolto di contenuti diverso. Dopo la prima edizione del Grande Fratello, la domenica era diventata una concessione di spazio ai fuoriusciti della casa, ai fuoriusciti da Talpe, Fattorie, Circus… ora sembra ne siano rimasti principalmente due: il GF e l’Isola.

Pare che non sia così certa un’ edizione dell’ Isola per la prossima stagione…

L’ ultima edizione è stata decisamente meno viva. Tolta la Milo e il fulgore momentaneo di Busi c’erano dei cloni di quanto avevamo già visto con molta più vitalità. Una Antonella Elia, che è un’anima sempre alla ricerca di qualche certezza non c’era. Ricorderemo sempre il suo litigio con la Moric?

No, era la Yespica…

Vabbè, sono rifatte uguali. Le confondo.

I rapporti con Lanza & Co non sono andati per il meglio. Con Costanzo invece?

Lui ha circa dieci anni più di me e lo vedo ancora come maestro pur essendo partito io prima di lui. Il mio debutto è stato nel 1972. Prima di arrivare al Costanzo Show io avevo già fatto il primo accenno di talk show con “Tanto Piacere”, primo esempio di trasmissione in cui gli artisti venivano coinvolti in maniera diversa. Umanamente, invece, abbiamo sempre avuto un rapporto di grandissimo rispetto reciproco pur avendo avuto anche degli scontri abbastanza forti.

Per esempio?

C’e’ stato un momento in cui aveva trovato in me una sorta di vittima predestinata e rischiavo di diventare un Fantozzi vero. Per il rispetto che portavo, porto e porterò sempre per Maurizio, feci l’errore di non dirglielo per tempo e mi lasciai un po’ portare. Quando ebbi, dunque, quella reazione risultò abbastanza sorprendente. Però ha capito la mia buona fede non rientrando io tra quelle persone sempre consenzienti che lo circondavano ma pronte poi a chiedergli dei favori (era un po’ la corte dei miracoli).

Oggi chi comanda in tv?

Che bella domanda Davide… come sei straordinariamente capace di fingerti ingenuo. Ecco perchè io ti apprezzo e un po’ ti invidio.

Mi stai dando del paraculo?

Diciamo che l’intelligenza trasforma la paraculaggine in diplomazia.

Sono tutt’altro che diplomatico. La domanda è dettata dal fatto che hai lavorato con due “potentati” della TV, quello di Costanzo e quello di Lucio Presta…

E’ vero. Ci sono i più potenti e più deboli. In un sistema televisivo che ha un po’ globalizzato tutta la proposta, mi viene da sorridere quando guardo Ti Lascio una Canzone e dopo una stagione vedo Io Canto. Mi sembra di tornare indietro quando, anche se qualcuno l’ha dimenticato, sono stato il primo ad entrare e a creare il futuro Canale5 con Canale 58 insieme al Dottor Silvio Berlusconi. Canale 58 doveva servire l’Hotel Jolly per offrire una televisione diversa ai televisori dei clienti. Il mio rammarico è che oggi essendo Presidente del Consiglio è più facile che venga ad Arcore per parlare con Allegri piuttosto che con me. L’ho sentito l’ultima volta nel 1993 quando ebbi un “piccolo” infarto e fu molto carino tanto da mettermi a disposizione uno dei suoi aerei e poi non l’ho più visto. Poi ho cercato io nel 2006 sia lui che Piersilvio per sapere se potessi ritenermi ancora parte di una famiglia di cui avevo fatto parte dal 78. Ma non c’è mai stato modo di parlare. Mi venne da sorridere quando Mike disse “Mi ha dimenticato, mi ha dimenticato” e poi lui lo invitò a pranzo. Io non me la sento di andare nei programmi a dire la stessa cosa.

Quindi non hai più sentito nessuno?

No. Ho solo rivisto Restelli (responsabile risorse artistiche di Mediaset, ndDM) sette, otto mesi fa. Sto cercando di far capire che non sono morto visto che è un po’ fastidioso sentir dire quanto si è per bene da morti. Sono un po’ stufo di dover rispondere alla gente quando mi domanda “perchè non torni in un programma tuo?”.

Cosa ti è stato risposto?

Restelli mi ha detto che non è cambiato nulla. Gli risposi che a me non sembrava così visto che in palinsesto non ci sono. Replicò dicendomi che ero sempre spiritoso. Sarà pur vero che sorrido alla vita, ma diciamo che inizio a sentire la mancanza della tv. Poi si fa spesso il mio nome per tanti programmi… vedi la Corrida ad esempio. Magari se Corrado fosse stato in vita ai tempi dell’arrivo di Gerry Scotti, probabilmente avrebbe fatto la stessa scelta che ha fatto per il Pranzo è Servito. Marina, invece, segue le scelte dell’azienda.

Neanche a farlo apposta alcuni mesi fa è stata registrata una zero de Il Pranzo è Servito e una di Tira e Molla. Innanzitutto lo sapevi? E pensi che possano essere delle chance per te?

No, non lo sapevo. Se me lo proponessero, sulla scorta dell’emotività sceglierei il Pranzo. Sulla scorta della lucidità sceglierei, invece, Tira e Molla. Credo che il Pranzo sia stato idealizzato, sarebbe difficile attualizzarlo. Avrei molto umilmente dubbi sul recupero di quegli umori.

Mentre la zero del Pranzo è stata fatta da due conduttori alle prime armi (sembrava quasi un test), la zero di Tira e Molla è stata affidata a Brignano…

Con Enrico ho un rapporto sinceramente affettuoso, è un comico straordinario. Per sua ammissione si lamentava della sua esperienza di Pyramid… Io credo che prima di poter essere credibili in una forma diversa da quella che ti fa conoscere forse bisogna fare la famosa gavetta. La battuta di un comico rischia di cannibalizzare l’emotività che deve esserci in un game show.

Parlando di Pyramid, ti chiami una domanda. Mi risulta che avresti potuto condurre proprio qualche mese fa, nello stesso slot e sulla rete di Pyramid, CentoxCento.

Avevo proposto Gente come Noi (titolo originario di CentoXCento), un programma che nasce dalla fertile mente di un altro malato di televisione Edmondo Conti, che io conobbi come concorrente di una telepromozione al Pranzo è Servito. Tra l’altro ha iniziato a lavorare a Buona Domenica, venendo da Milano e portando la sua esperienza dei numeri e della sua lettura tecnica delle curve. Era odiato da tutti: autori, regista… Ha fatto una vita di mmmmerda. E’ di una tenerezza, di una timidezza infinita e di una professionalità straordinaria. E’ nata una profondissima amicizia.

Dunque cosa successe?

Edmondo ebbe un piccola pausa a seguito della chiusura di Tutti Pazzi per la Tele e siccome è davvero uno strano soggetto con delle fantasie straordinarie, in un pomeriggio romano mi fece vedere questa sua creazione Gente come Noi. Me ne innamorai. La puntata zero che visionai, condotta da Liorni, aveva un taglio diverso da CentoxCento (il programma mandato in onda su Italia1 ha preso questo titolo, ndDM). La versione di Papi era snaturata. Gente come Noi aveva la possibilità, a mio avviso, di approdare in prime time. Sentire come la pensano gli italiani forse ci permette di farci un quadro giocoso per vedere come siamo.

Quindi cosa hai fatto?

Ho preparato una cosa per te. Dunque… avevo un appuntamento con Liofredi il 16 novembre alle 18.30. Disdetto pochi minuti prima e rifissato per il 27 novembre. Disdetto pochi minuti prima e fissato per il 4 Dicembre. Attraverso un suo collaboratore, tale Roberto Schettino, persona di grandissima levatura, prendevo questo appuntamento d’accordo con Leonardo Pasquinelli (Direttore Generale Endemol Italia, ndDM) ed Edmondo Conti (ideatore del format e produttore esecutivo Endemol, ndDM) per farmi promotore dell’approdo di Gente Come Noi su Raidue. In realtà pensavamo al prime time. Tra disdette ed appuntamenti arriviamo al 3 dicembre. Era un giovedi, ero ospite a La Vita in Diretta, quindi alle 15.50 stacco il cellulare, finisco l’ospitata vitale alla Vita in Diretta e riaccendo il cellulare e trovo un messaggio in segreteria telefonica di Leonardo Pasquinelli delle 15.55… scusa se sembra la ricostruzione del delitto di Via Poma…

Non parliamo di Via Poma, altrimenti dobbiamo tornare a parlare di Costanzo.

Ecco, allora facciamo Garlasco. Anche se sono certo che non sia stato Maurizio (ride, ndDM).

Torniamo a noi…

Dunque, Pasquinelli mi lascia un messaggio in segreteria dicendo che stava entrando da Liofredi. Tutto questo il giorno prima dell’appuntamento che avevo io col direttore di Raidue. Lo richiamo alle 17.20 chiedendo spiegazioni su questa faccenda e mi risponde dicendo che aveva provato a chiamarmi perche’ il Direttore l’aveva convocato per parlare di Gente Come Noi. In sostanza non ne sapevo niente. Prima o poi lo ringrazierò questo direttore, ammesso che rimanga tale. Per non farla lunga, pare che i tempi di realizzazione sarebbero stati troppo lunghi. Ma il caso ha voluto che appena uscito da quell’incontro Pasquinelli sia stato chiamato da Mediaset che gli diceva che il progetto sarebbe stato fatto subito, a febbraio, e sarebbe stato fatto da Papi visto che c’era un contratto in essere per il daytime. Mi sono quindi posto due domande: primo, perchè Liofredi non ha mai voluto vedermi? Secondo: perchè – combinazione – non appena Lippi propone una cosa a Liofredi si sveglia Mediaset?

Per chiudere, come direbbe Costanzo, cosa c’e’ dietro l’angolo?

Una folla di nemici ma anche tanta gente che mi vuole bene e la consapevolezza che quando sei stato coerente ed onesto con te stesso prima o poi dovrai tornare. E prima o poi, senza aver subito le angherie di Tortora, potrò dire “dove eravamo rimasti ?”.

Davide Maggio