Berlusconi telefona a Ballarò e attacca Repubblica. Poi accusa la trasmissione: “I sondaggi sono fasulli”

Giovanni Floris

Ieri sera su Raitre puntata intensa di Ballarò. Si parla della manovra finanziaria studiata dal governo e tra gli ospiti in studio ci sono il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il vicedirettore di ‘Repubblica’ Massimo Giannini. E sono proprio le parole del giornalista a causare, udite udite, l’intervento in diretta del premier Silvio Berlusconi: Giannini critica la politica adottata dalla maggioranza nei confronti della lotta all’evasione, ricordando inoltre alcuni discorsi del Cavaliere che in un certo senso istigavano ad evadere il fisco. Nel 2004 l’attuale capo del governo dichiarava che “se lo Stato ti chiede un terso di quello che con tanta fatica hai guadagnato, sembra una richiesta giusta e glielo dai in cambio di servizi”. “Ma -proseguiva ancora- se ti chiede di più o molto di più, c’è una sopraffazione dello stato nei tuoi confronti e allora in ingegni a trovare sistemi elusivi o evasivi che senti in sintonia col tuo setimento di moralità e non ti fanno sentire in colpa”. Un concetto simile era inoltre stato ribadito nel 2008, quando il Cavaliere ha detto che se il prelievo fiscali supera un terzo del reddito “è giustificato mettere in atto l’elusione o l’evasione”.
Nello studio di Ballarò il numero due di ‘Repubblica’ non fa altro che ricordare questi episodi e le sue parole hanno un effetto praticamente immediato: il presidente del Consiglio, infatti, contatta telefonicamente la trasmissione per intervenire in diretta. Quando Berlusconi prende la linea, tutti si apettano un serrato botta e risposta con Giannini ma la telefonata si traduce in realtà in un monologo. “Giannini ha mentito spudoratamente -tuona il premier- Da parte mia non c’è mai stato un sostegno all’evasione fiscale. Sono il primo contribuente d’Italia e il mio governo ha aumentato gli introiti provenienti dall’evasione, come ha già ricordato il ministro Tremonti. Sono cresciuti di più, e  questo decreto  darà un altro colpo. Quindi è menzogna assoluta dire che io avrei in qualche modo giustificato e sostenuto l’evasione fiscale”. Berlusconi coglie poi l’occasione per attaccare il programma televisivo condotto da Giovanni Floris e i sondaggi Ipsos presentati da Nando Pagnoncelli. “Sono sondaggi fasulli -dice- Ho in mano un sondaggio di Euromedia che dice che il 62% degli italiani sta col presidente del Consiglio e il mio governo ha un gradimento del 50%. Non è accettabile sentire in una tv di Stato certe menzogne”. E a questo punto, tra lo stupore generale, il Cavaliere chiude la comunicazione, senza attendere le repliche. Il commento di Floris è gelido. “L’unica cosa veramente inaccettabile in una televisione di Stato -dice il giornalista in seguito all’episodio- è che si inizi un dialogo ma poi si insulti e si butti giù il telefono prima che arrivi la risposta”. “Purtroppo il dialogo non è possibile –aggiunge poi Giannini senza nascondere una certa amarezza- L’insulto non mi colpisce più di tanto, mi dispiace solo di non aver portato con me i dispacci d’agenzia in cui il presidente del Consiglio giustificava l’evasione fiscale”. Infine, anche Pagnoncelli ci tiene a difendere il suo operato e quello dei suoi collaboratori. “L’Istituto Ipsos -sottolinea- è al di sopra delle parti ed è perfino quotato in Borsa in Francia. Se io faccio sondaggi fasulli, vego subito cacciato. Al presidente del Consiglio chiedo rispetto e mi domando come giustifichi la differenza tra i voto attribuiti al suo partito e il gradimento che lui sostiene di avere”.

L’episodio, inoltre, non manca di suscitare reazioni anche nel mondo politico. “Berlusconi si ripete –afferma Vincenzo Vita, senatore Pd della commissione di vigilanza Rai- Strepita, accusa i giornalisti e i sondaggisti e poi butta giù il telefono. Questo è un comportamento inaccettabile, la tv pubblica non è casa sua. Le apparizione telefoniche in cui solo lui può parlare dovrebbe evitarle per questione di correttezza e anche di semplice educazione”. “Berlusconi fa un uso criminoso del mezzo pubblico -sottolinea poi in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori Leoluca Orlando– Si permette di intervenire in una trasmissione della Rai insultando ospiti e giornalisti, senza accettare il contraddittorio. Si conferma un ‘dittatorello’ che preferisce eliminare le voci scomode. Garimberti intervenga”.

Tatiana Della Carità