Camorra a Napoli, colpo ai Casalesi: sequestrati oltre 150mln al clan

Arrestato anche un avvocato porta ordini dei clan. Minacciati i pentiti Domenico Bidognetti e Anna Carrino.

I carabinieri del Comando provinciale di Caserta stanno eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di esponenti di vertice ed affiliati della fazione del clan dei Casalesi capeggiata da Francesco Bidognetti, detto ‘Cicciotto ‘e mezzanotte’. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, subornazione, induzione a non rendere dichiarazioni all’Autorita’ Giudiziaria, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante del metodo mafioso. Tra i destinatari dei provvedimenti figura anche un avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), difensore di alcuni esponenti di spicco del clan, cui viene contestato il concorso esterno in associazione mafiosa. L’ indagine ha consentito di accertare – spiegano gli investigatori – il ruolo di leader del gruppo di Francesco Bidognetti, nonostante la detenzione in regime di 41 bis, attraverso il determinante apporto dell’avvocato arrestato, che avrebbe fatto da tramite tra i gregari ed i vertici della cosca. Dagli accertamenti dei carabinieri e’ emersa anche una consistente attivita’ di riciclaggio attuata attraverso la gestione di agenzie di onoranze funebri e di imprese edili e l’intestazione a prestanome beni mobili ed immobili, riconducibili invece proprio a Bidognetti. Tali beni erano stati acquisiti anche attraverso la figura di Carmine Diana, imprenditore, titolare della ‘Impregica’, ditta gia’ venuta alla ribalta nell’inchiesta sui grandi appalti del G8 alla Maddalena. I carabinieri hanno anche accertato il tentativo di indurre, con minacce e promesse di danaro, alcuni collaboratori di giustizia, tra cui Domenico Bidognetti, nipote di Francesco Bidognetti, Anna Carrino, per anni compagna del boss, Massimo Iovine e Luigi Guida, a non rendere dichiarazioni agli investigatori. Sono state, infine, accertate alleanze della famiglia Bidognetti con clan del Napoletano ed uno stretto rapporto con la famiglia di Michele Zagaria, latitante da oltre 14 anni.

Maxi sequestro di beni mobili e immobili per un valore di 150 milioni di euro a carico di Pasquale Puca capo dell’ omonimo clan operante nel comune di Sant’Antimo (Napoli). Sono stati gli agenti della sezione misure di prevenzione patrimoniale, della divisione anticrimine della questura, in collaborazione con il Commissariato di Polizia Frattamaggiore, a ad aver eseguito a carico di Puca, 43 anni, meglio conosciuto come ‘o minorenne’. Le indagini della polizia, coordinate dalla Procura, hanno consentito di svelare un patrimonio ingente intestato a Puca ed ai suoi familiari. Rientrano tra i beni sequestrati, 65 appartamenti, 7 societa’ specializzate nella costruzione e vendita immobiliare, un grosso punto Snai ed un centro benessere di 3 piani, ubicato a Cesa (Caserta), terreni ed altro. Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terra’ nella in questura presso la ‘Sala Ammaturo’ alle ore 13 e non piu’ alle 11,30 come precedentemente indicato.

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