Alfano contro la mobilitazione dei magistrati: “E’ uno sciopero politico”

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano punta il dito contro la mobilitazione indetta dai magistrati contro i tagli della manovra finanziaria ma, allo stesso tempo, si dichiara vicino ai più giovani esponenti della categoria. “Lo sciopero dei magistrati -dichiara il Guardasigilli- è uno sciopero politico. Il governo chiede un sacrificio ai magistrati così come lo chiede ad altre componenti del paese”. “Allo stesso tempo -prosegue poi il ministro- mi batterò a fianco dei giovani magistrati, ai quali si chiede un costo individuale troppo alto”.
E la replica delle toghe non tarda ad arrivare. “C’è ben poco di politico -precisa Luca Palamara, presidente dell’Anm– Il sistema giudiziario versa in una grave crisi di credibilità e questa situazione Alfano la conosce bene. Domani decideremo la data dello sciopero: alcuni aspetti della manovra sembrano mossi da intenti punitivi”. Anche Palamara, poi, si esprime contro le misure che incidono “in misura rilevante sulle retribuzioni dei magistrati mella prima fase di carriera, riducendo gli stipendi fino al 30%”

Sul fronte politico, la posizione dei magistrati incontra l’approvazione dell’opposizione. Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd, sottolinea che la manovra contiene “tagli punitivi per la giustizia, tanto più gravi perché fatti in assenza di seri progetti di riorganizzazione del settore”. Critico anche Antonio Di Pietro. “Bisognerebbe iniziare a tagliare gli stipendi di noi parlamentari, dei ministri e di tutti quelli che continuano a mantenere due incarichi e a percepire, quindi, un doppio stipendio, da Cosentino al leghista Cota”, dichiara il leader dell’Idv.

Tatiana Della Carità