Economia criminale, un libro per capire meglio le mafie del nord

Due uomini, pantaloni grigi, scarpe di cuoio, in mezzo a loro una valigetta simbolo di un’economia che in Italia e al nord soprattutto incontra, a volte subisce, in molti casi condivide, obiettivi e interessi della criminalità organizzata. Di questo parla Economia criminale (in edicola fino al 20 giugno), l’ultimo libro-inchiesta di Roberto Galullo (nella foto a sinistra), uscito il 20 maggio 2010, coraggioso cronista del Sole 24ore. “Chi, come Roberto Saviano – dice Galullo – sa che la nuova omertà è quella della parola negata, della parola mai scritta, della denuncia mai apparsa contro la protervia delle mafie”.

Dunque si scriva. E Galullo lo fa in maniera straordinaria, componendo, con la forza della sua penna, un incredibile itinerario tra le pieghe nascoste del centro e nord Italia. Politica ma non solo, appalti pubblici e privati, speculazioni, gestione di servizi, turisimo e con il turismo ristoranti, discoteche, spiagge. E’ un vortice enorme di denaro sporco che inquina, contamina e uccide l’economia legale. C’è il Piemonte che giorno dopo giorno diventa sempre più terra di ‘ndrangheta e camorra. Qui i padrini stringono patti e concludono affari, come quelli dell’Alta velocità o delle Olimpiadi invernali del 2006. Ma Galullo non dimentica la Lombardia, la gallina delle uova d’oro per le cosche, con la mafia (calabrese soprattutto) che veleggia a gonfie vele tra i banchi delle istituzioni, l’ortofrutta e l’edilizia. E’ economia nerissima. Galullo lo sa bene, quando racconta, con precisione quasi maniacale, gli affari mafiosi che entrano nell’aeroporto intercontinentale di Malpensa. Insomma un libro da leggere dalla prima all’ultima pagina. Per capire e imparare a non sentirsi più soli davanti alla mafia. Perché l’omertà qui al nord si vince avendo una coscienza. E la coscienza si forma, cresce e diventa potente solo all’interno della società civile. (dm)

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