Nave irlandese domani a Gaza per rompere blocco navale, Israele pronta a respingerla

    Si trova a poco più di cento miglia dalla costa di Gaza la nave pacifista battente bandiera irlandese «Rachel Corrie» decisa a sfidare il blocco navale israeliano e a consegnare alla popolazione palestinese sotto embargo centinaia di tonnellate di merci e generi di prima necessità. Lo ha comunicato questo pomeriggio il Free Gaza Movement che ha anche smentito categoricamente la possibilità di un compromesso con le autorità dello Stato ebraico, che prevederebbe lo scarico degli aiuti umanitari al porto di Ashdod e non di Gaza city, riferita ieri dal quotidiano israeliano Haaretz.

    A bordo ci sono una quindicina di passeggeri tra i quali Mairead Maguire, premio Nobel per la pace nel l976; Denis Halliday, ex vice Segretario Generale dell’Onu; Matthias Chang Wen Chieh, Malese, già segretario politico del primo ministro malese Mahathir Mohamad; e il deputato malese Mohd Nizar bin Zakaria. Assieme a loro ci sono anche tre cineoperatori della Malaysia TV3 e il giornalista Shamsul Akmar bin Musa Kamal.

    Israele ha ribadito che fermerà anche la «Rachel Corrie» e potrebbe intervenire nel corso della notte circondando la nave e obbligandola a scegliere una nuova rotta. Gli attivisti a bordo da parte loro hanno affermato che di fronte ad un blitz di forze speciali israeliane alzeranno subito le mani e non resisteranno.

    Intanto il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha detto oggi che non risulta alcun disperso tra gli attivisti che erano a bordo della «Mavi Marmara» la nave dove i commando israeliani hanno ucciso nove civili turchi. «Non manca nessuno dalla lista dei passeggeri data al nostro governo – ha riferito il premier – Prima non era stato possibile individuare cinque passeggeri, ma abbiamo appreso in quale ospedale sono ricoverati» in Israele, ha spiegato. Non cambia invece versione Earlier Bulent Yildirim, a capo della Humanitarian Aid Foundation (Ihh), l’ong turca che ha partecipato alla «Freedom Flotilla». «La nostra lista delle vittime è più lunga. Ci sono persone scomparse», ha affermato. Ieri anche un attivista italiano, Manolo Luppichini, aveva parlato di un bilancio di morti più elevato. (red)

    Nena – News