Cina record di suicidi fra gli operai, la Foxconn impone una clausola anti-suicidio

La vita è piena di luoghi comuni, uno di essi è quello che i cinesi sono degli infaticabili lavoratori, che lavorerebbero in ogni condizione di stress, per ore ed ore ininterrottamente, senza fermarsi mai, no stop.

Si dice che lavorino ad occhi chiusi anche mentre dormono! La verità è che la maggior parte di loro non lo fanno per libera scelta. Non decidono autonomamente di essere schiavizzati e trattati il più delle volte come bestie.

I lavoratori cinesi, ed asiatici in generale, sono l’anello più debole, vengono trattati in condizioni disumane dai padroni che per loro “indossano” le vesti del carnefice.

Non è una sorpresa, quindi, se in Cina ci sia un numero altissimo di suicidi. I suicidi al lavoro o suicidi a causa del lavoro sono una triste realtà, che nei paesi orientali e soprattutto in Cina sta diventando un fenomeno preoccupante tanto da diventare una vera e propria piaga sociale.

La Foxconn, azienda multinazionale, la più grande produttrice di elettronica e di componenti per computer in tutto il mondo, produttrice per le maggiori aziende del settore, colossi quali Apple, Nokia, Sony, Nintendo, Dell, Hewlett-Packard; ha cercato una soluzione, provando a tamponare questa “emorragia” di vite umane.

D’ora in avanti la Foxconn farà firmare a tutti i suoi dipendenti un contratto con al suo interno una clausola molto particolare, che più o meno avrà questo tenore: “prometto solennemente di essere puntuale, meticoloso e di non suicidarmi“.

Una cosa del tipo: “prometto che non mi suiciderò! Scritto di proprio pugno da ciascun operaio in una lettera di impegno che l’azienda con sede principale a Taiwan ha fatto firmare, sul proprio onore.

Questo è l’ultimo disperato tentativo da parte dell’azienda di porre fine a una serie infinita di suicidi avvenuti in particolare a Shenzhen, fabbrica che si trova nella parte meridionale della Cina.

Nello stabilimento si producono i componenti fondamentali per costruire il nuovo boom elettronico del momento, l’iPad della Apple, che tanto sta spopolando in tutto il mondo compreso in Italia.

Ma a quanto pare all’interno dello stabilimento non si deve lavorare proprio in maniera ideale visti i 10 suicidi avvenuti in un anno, cui si devono sommare i due “solamente” tentati. Inoltre la modalità dei suicidi è sempre la stessa: un volo dall’ultimo piano dell’edificio e quasi sempre si tratta di ragazzi giovani, sotto i trent’anni.

Nel frattempo l’Apple ha dato il via alle doverose indagini per riuscire a capire i motivi di questi gesti sconsiderati e se davvero all’interno dello stabilimento asiatico della Foxconn l’ambiente di lavoro è talmente insostenibile da causare quest’ondata incontrollata di suicidi.

Comunque pare che la “trovata” della clausola non stia dando i risultati sperati, visto che di recente c’è stato un altro suicidio e alcuni tentati suicidi.

La situazione va monitorata molto attentamente e bisogna intervenire in maniera più efficace, magari iniziando a riconoscere agli operari condizioni di lavoro più umane e sostenibili.

Fabio Porretta