Febbre da Mondiale, come si allena un calciatore

    La febbre della coppa del mondo comincia a salire, e l’attenzione sui protagonisti del prossimo mese calcistico attirano l’attenzione anche dei non addetti ai lavori. Molti sono i ragazzi che vorrebbero essere al loro posto, ma non hanno idea di quali sacrifici e quanto allenamento ci sia dietro queste performance.

    Tutti i calciatori sono in forma, lo sappiamo, e come fanno è presto detto: dieta rigidissima, stile di vita austero (a parte qualche eccezione, specialmente estiva) e allenamento con degli specialisti che curano anche i minimi dettagli. Il sito Health24 ha intervistato il dott. Lyle Barreiro, un medico dello sport dell’Istituto di Scienza dello Sport sudafricana. Dopo il salto vedremo di scoprire qualche “trucco” dei calciatori.

    A causa delle diverse esigenze fisiche dei vari codici sportivi, è difficile misurare i livelli di forma fisica dei calciatori rispetto a quelli di un altro sport. Resistenza, velocità, potenza e agilità sono importanti nel calcio e sono misurati utilizzando una batteria di test come quello della velocità sui 10 e 40 metri, il test della resistenza, salto verticale, test della forza e dell’agilità.

    Principalmente gli allenamenti si basano su resistenza, velocità, potenza, agilità, forza, stabilità, tecnica e allenamento tattico (le strategie degli allenatori). Alcuni studi hanno dimostrato che in media, un giocatore percorre circa 10 km durante una partita, ma non è la stessa cosa di quando una persona corre su strada. Un corridore medio, spiega il medico, su strada molto probabilmente correre a velocità costante e finisce il percorso in 60 minuti. La velocità con cui un calciatore copre i 10 km (90 minuti), è composta da diversi da sprint e passeggiate alternate, così l’intensità si modifica continuamente. Inoltre, la marcia non è in un’unica direzione, ma i calciatori cambiano direzione una volta ogni 2-3 secondi.

    Prima di una partita, non per tutti il “rituale” è lo stesso. Alcuni allenatori preferiscono il riposo completo, altri una seduta di allenamento tattica (a bassa intensità) la quale potrebbe aver luogo il giorno prima, ma con un allenamento ad alta intensità il giorno precedente.

    Uno dei problemi principali per un calciatore sono gli infortuni. Mediamente nel calcio questi sono più frequenti rispetto agli altri sport, e questo è perché la parte inferiore del corpo è principalmente sollecitata, favorendo distorsioni della caviglia e del ginocchio, lesioni ai tendini, polpacci e all’inguine. Un aspetto che invece potrebbe interessare più le donne riguarda le calorie perse. Nel corso di una partita, stima Barreiro, un calciatore medio consuma circa 1.400-1.600 calorie, ma questo calcolo è approssimativo perché dipende molto dalla posizione che questo occupa (un centrocampista consuma molto di più di un portiere), dalla massa muscolare, dalla distanza percorsa durante la gara, dalla temperatura, l’altitudine, ecc.

    Infine, spiega il medico, non ci sono caratteristiche migliori di altre che avvantaggiano un calciatore, ma al massimo possono avvantaggiare in determinati ruoli. Ad esempio l’altezza è molto importante per i portieri e i difensori centrali, ma per un centrocampista può diventare un handicap. Stesso discorso per il peso. La velocità, l’agilità e la coordinazione sono essenziali componenti, ma se proprio bisogna trovare una caratteristica che secondo Barreiro è fondamentale, questa potrebbe essere l’ abilità visiva, la quale spesso è trascurata nella formazione. La vista periferica e la percezione della profondità possono essere solo un vantaggio, qualsiasi sia il ruolo occupato

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