Disastro Golfo del Messico, operazione top cap funziona

    Cauto ma speranzoso, Thed Allen, responsabile federale delle operazioni nel Golfo del Messico, ha annunciato che l’operazione ‘top cap’, ossia l’imbuto installato ieri da Bp, funziona: “La compagnia petrolifera britannica è riuscita a raccogliere circa 6mila barili di greggio nelle prime 24 ore”. Si tratta di circa 950mila litri, pari a quasi la metà della fuoriuscita quotidiana di petrolio che ha dato origine alla marea nera nel Golfo del Messico. Parlando da Theodore, Alabama, Allen ha risposto con cautela alla domanda che tutti si stanno ponendo in queste ore: l’operazione ‘top cap’ funziona davvero? “Sì, ma con caveat”. Un modo per dire “sì, ma non senza problemi”.

    Insomma, il fallimento è dietro l’angolo e la quantità di greggio che scappa fuori da quel pozzo dove un tempo sorgeva la piattaforma Deepwater Horizon, è notevole. Una furia nera difficile da contenere e che in 47 giorni si è allargata al punto di toccare le spiagge candide di Pensacola, in Florida. In Louisiana e Alabama le coste sono già imbrattate con questa sostanza oleosa color ruggine.

    “L’obiettivo è quello di continuare questa operazione di recupero e aumentarla”, per cominciare dopo “a ridurre la quantità di petrolio che fuoriesce dalle valvole”, ha detto Allen. Sul tappo installato dalla Bp ci sono quattro valvole, che non possono essere chiuse subito perchè è necessario mantenere un giusto livello di pressione. Ed è quello che i tecnici stanno cercando di fare, per aumentare poi gradualmente la quantità di petrolio raccolto.

    Intanto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha registrato il tradizionale messaggio radio del sabato dalla Grand Isle, l’isola di fronte alla coste della Louisiana, divenuta simbolo della catastrofe ambientale. “Sarò al loro fianco finché non si saranno ripresi completamente”, ha promesso Obama ai pescatori della Louisiana, incontrati nel corso della sua terza visita sul luogo del disastro. “Questa gente lavora sodo” ha ricordato Obama e “fanno fronte alle loro responsabilità. Ma adesso, a causa di una catastrofe provocata dall’uomo – che non è loro colpa e che va al di là del loro controllo – la loro vita è stata stravolta”.

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