Torino, Napolitano celebra Cavour “Unità d’Italia non è burocratismo” Per il presidente un lieve malore

    Lieve malore per il presidente della Repubblica, a Santena, per il bicentenario della nascita di Cavour.Nel suo discorso, il capo dello Stato parla di “coesione” da difendere e far crescere “con le riforme” e attenuando il “divario tra nord e sud”

    TORINO – “Unità nazionale e coesione sociale non significano centralismo e burocratismo, non significano mortificazione delle autonomie, delle diversità e delle ragioni di contrasto e confronto sociale e politico”. Così a Santena, terra natale di Cavour, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato la figura dello statista, “massimo, sapiente artefice e regista” dell’unificazione italiana, nel bicentenario della nascita. Il capo dello Stato ha pronunciato il suo discorso con voce meno limpida del solito, stando seduto a causa di un lieve imbarazzo di stomaco avuto poco prima della cerimonia.

    Nel discorso di Santena Napolitano ha difeso l’importanza dell’unità nazionale e della coesione sociale nella situazione attuale del Paese. Occorre difenderle e farle crescere, dice il presidente, e ciò è possibile “solo con riforme e le loro conseguenti attuazioni, con indirizzi di governo a tutti i livelli, con comportamenti collettivi, civili e morali, capaci di rinnovare la società e lo Stato, mirando in particolare ad avvicinare Nord e Sud, ad attenuare il divario che continua a separarli”.

    A Santena il capo dello Stato è stato da cittadini, autorità e da una schiera di bambini che sventolavano tricolori. Napolitano, però, è apparso visibilamente affaticato ed è stato colto da un lieve malore, motivo per il quale è stata portata una seggiola per lui nella cappella che funeraria dove è sepolto Cavour alla cui tomba Napolitano ha reso omaggio. Dopo qualche attimo di preoccupazione, il capo dello Stato ha tranquillizzato i suoi collaboratori. Dopo circa un quarto d’ora Napolitano è uscito sorridente dalla cappella e ha salutato nuovamente cittadini e giornalisti.

    Il presidente ha saltato metà della cerimonia ma ha letto, seduto, il suo discorso.
    Il lieve malore del presidente ha indotto le autorità a concludere con una mezz’ora di anticipo la cerimonia. Tutti gli altri interventi sono stati cancellati. Dopo il discorso di Napolitano, il coro del liceo classico “Cavour” di Torino ha intonato il “Va pensiero”. Subito dopo, il capo dello Stato ha salutato autorità, giornalisti e cittadini ed è partito subito per fare rientro a Roma.

    Emiliano Stefanelli