Sud Africa 2010, scontri prima dell’ amichevole Nigeria-Corea. Allarme sicurezza al Mondiale

A pochi giorni dall’ inizio del Mondiale di calcio 2010, il primo nella storia ad essere ospitato da una nazione africana, la situazione sul fronte sicurezza lascia ancora a desiderare. Infatti ieri si è creata una ressa davanti allo stadio di Makhulong di Tembisa (città poco distante dalla capitale Johannesburg) durante l’ amichevole tra Nigeria e Nord Corea, che ha portato al ferimento di 20 persone, tra cui due agenti che cercavano di sgomberare la folla assiepata davanti allo stadio e diversi bambini.

Secondo le prime ricostruzioni la scintilla della ressa sarebbe scoppiata quando i numerosissimi tifosi nigeriani hanno appreso che i biglietti a disposizione per l’ amichevole, la cui distribuzione dei biglietti è stata affidata ad un’ agenzia privata, erano appena diecimila, dato che il piccolo stadio non può ospitarne di più. A quel punto i tifosi nigeriani hanno iniziato a forzare i cancelli e a caricare le forze dell’ ordine che sono state costrette a chiamare rinforzi e a far rinviare l’ inizio della gara.

La Fifa e le autorità sudafricane hanno rilasciato subito delle dichiarazioni ieri, non appena era arrivata la notizia degli scontri. Entrambe hanno infatti dichiarato che “Questa partita non ha niente a che vedere con l’organizzazione dell’evento, che prenderà il via senza intoppi questo venerdì. La Fifa inoltre non ha avuto niente a che vedere anche con la distribuzione dei biglietti per la partita tra Nigeria e Nord Corea, che è stata effettuata da una società privata scelta da quelle due Federazioni“. Anche la polizia sudafricana ha rilasciato delle dichiarazioni sul fatto. La Saps ha infatti detto che “Durante gli incontri ufficiali non ci sarà niente da temere: abbiamo agenti a sufficienza e pronti a vigilare su squadre e tifosi. I poliziotti a nostra disposizione saranno infatti 44mila, un numero maggiore rispetto a quelli dell’intero dipartimento di New York“.

Ma gli appassionati di calcio che stanno giungendo a continue ondate in Sud Africa non sembrano rasserenati dalle dichiarazioni delle autorità locali e dalla Fifa. Basti ricordare che nel Paese africano si contano 1500 omicidi al mese e che Al Qaeda potrebbe sfruttare l’ evento sportivo mondiale per un attacco in grande stile che rimbalzerebbe sulle pagine e le tv di tutto il mondo.

Luigi Ciamburro