BP: Obama tuona contro il disastro “Quale sedere devo prendere a calci?”

    WASHINGTON – A un mese e mezzo dall’esplosione della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico, Barack Obama torna ad alzare la voce contro i responsabili del disastro ambientale in Louisiana: «voglio sapere di chi è il sedere che devo prendere a calci – tuona il presidente americano in un’intervista alla Nbc -. Non me ne sto qui a parlare con gli esperti come se fosse solo il seminario di un college. Ci parlo anche perché loro potenzialmente possono rispondere alla domanda di chi sia il sedere che devo prendere a calci». A proposito degli alti dividendi della Bp, il presidente americano è tornato ad assicurare che la società petrolifera britannica ripagherà «appropriatamente ogni singola persona che ha subito danni».

    CRITICHE – Sono le parole più dure pronunciate da Obama, criticato per la gestione della peggior fuoriuscita di petrolio nella storia americana. La posta in gioco è alta per tutti quelli che sono coinvolti: le comunità della costa del Golfo devastate dal disastro, Bp e la sua reputazione con l’opinione pubblica, gli investitori e lo stesso Obama. Un sondaggio Washington Post/Abc, condotto tra mille persone, ha rivelato che il 69% degli americani è convinto che il governo abbia fatto un lavoro «non molto buono» o «poco soddisfacente» per gestire la crisi. Sono quasi 200 i chilometri di costa colpiti dalla fuoriuscita di petrolio. Dopo i rifugi degli animali selvatici in Louisiana e nelle isole in Mississippi e Alabama, il greggio ha raggiunto alcune delle famose spiagge bianche della Florida, dove l’industria del turismo vale 60 miliardi di dollari all’anno e dà lavoro a un milione di persone.

    Emiliano Stefanelli