Nucleare, l’Onu vota le sanzioni all’Iran

Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu voterà oggi una nuova risoluzione riguardante le sanzioni all’Iran: il segretario di Stato americano Hilary Clinton ha dichiarato che si tratta delle misure più severe mai imposte al paese guidato da Mahmud Ahmadinejad, il cui programma nucleare è sospettato di avere finalità militari. Il provvedimento infatti prende di mira essenzialmente tre obiettivi: l’elite militare dei Guardiani della rivoluzione, l’industria iraniana delle spedizioni in mare e alcune imprese commerciali nazionali, tra cui le banche. L’ambasciatrice statunitense all’Onu Susan Rice ha affermato che la risoluzione avrà “un impatto reale sull’Iran”, ma in sostanza nessuno si aspetta che le misure convincano Teheran a desistere dal programma nucleare. Dodici paesi dovrebbero votare favorevolmente, mentre è previsto il voto negativo o l’astensione da parte di Libano, Turchia e Brasile.

E la reazione del presidente iraniano non si fa attendere. Ahmadinejad ha infatti dichiarato ieri che in caso di sanzioni da parte dell’Onu non ci saranno più possibilità di negoziato, lanciando inoltre un monito alla Russia. Il presidente ha infatti sottolineato come Mosca debba “fare molta attenzione a non schierarsi con i nemici dell’Iran”. L’avvertimento è chiaramente riferito all’atteggiamento della Russia che, dopo aver frenato per mesi sul tema delle sanzioni, nelle ultime settimane ha trovato un’intesa sulla questione nel gruppo dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. Il premier russo Vladimir Putin ha comunque precisato che le sanzioni “non devono essere eccessive e non devono mettere la popolazione iraniana in una posizione difficle che potrebbe ostacolare il percorso dell’uso pacifico del nucleare”.

Tatiana Della Carità