Musica: David Crosby a luglio in Italia, “Canteremo Who e Beatles”

Al telefono da Eagle, nell’Idaho, dove ha appena suonato con Stills e Nash, (in Italia saranno il 16 luglio a Milano, il 18 a Lucca e il 19 a Roma) la voce di David Crosby ha l’amabile sincerità che hanno i grandi della storia del rock, lui che ha seminato perle di sognante e visionaria passione negli anni dell’utopia, lui che può a buon titolo essere definito un sopravvissuto, il nato due volte, come ha raccontato a proposito delle devastazioni di un tempo, felicemente superate. Come va, Mr. Crosby? “Un po’ stanco, devo dire, perché siamo in giro da un bel po’, ma contento, stiamo passando un bel periodo”. Lui che oltre ai due figli legittimi (“uno di sedici, e uno più grande che suona con noi le tastiere”, precisa) ne ha avuti due per inseminazione con la sua grande amica, la cantante, lesbica, Melissa Etheridge: “Anche loro li vedo spesso, grazie a Melissa, che non avrebbe nessun obbligo in questo senso. Ora ci vedremo tutti a Londra a fine giugno. Saremo lì perché ci è stato chiesto di aprire il concerto di Paul McCartney a Hyde Park, poi faremo la Royal Albert Hall e tutti i ragazzi saranno con me”.

Cosa vede di diverso negli occhi del pubblico che viene a vedere oggi i vostri concerti?

“Difficile da dire, ci sono alcune canzoni che sembrano ancora spingere la gente in un viaggio emozionale, che sembrano ancora rilevanti, ma l’età della gente è molto ampia, alcuni hanno cominciato a sentire le nostre canzoni quando avevano diciassette anni, ma c’è anche chi ne ha venti ora, vengono anche molti adolescenti. Ora facciamo anche brani di altri, perché stiamo lavorando a un disco di cover”.
Questa è una notizia. E quando uscirà?
“Non lo so, perché facciamo molti concerti e non riesco a capire quando riusciremo a finirlo, però abbiamo già delle cose registrate. Ci sono canzoni di James Taylor, Pete Townshend, Joni Mitchell, dei Beatles, insomma quelli che noi riteniamo i più grandi autori di canzoni”.
In repertorio avete già una splendida Blackbird dei Beatles. È prevista?
“Abbiamo registrato una versione a cappella di Blackbird perfino più bella di quella già fatta. Ma in realtà volevamo inserire Norwegian wood, quindi decideremo alla fine, ci sarà quella che ci sembrerà più bella delle due”.
A proposito di cover. Che ne dice del nuovo singolo dei Cypress hill, Armada latina, che utilizza un campionamento del celebre riff finale di Judy blue eyes?
“Terrific, mi piace molto, è davvero buono. Mi piacciono le percussioni e poi quel cantante… Di solito non sono un grande fan del rap ma questo è ottimo”.
In tutte le varie combinazioni del trio è mancato un disco Crosby-Stills. C’è una ragione precisa?
“Abbiamo suonato dal vivo, abbiamo scritto canzoni insieme, tra me e lui c’è spesso tensione, non siamo d’accordo su molte cose, il che non vuol dire che io non lo rispetti e non ami la sua musica. E’ stato più naturale fare dischi con Graham Nash perché mi piace molto il modo in cui le nostre voci armonizzano insieme, e in genere c’è una sintonia totale”.
Da grande vecchio della musica, non crede che oggi ci sia troppa poca buona musica in giro?
“Beh, è vero che molte cose sembrano troppo confezionate, come quelle col marchio Disney, giovanissime pop singer che non hanno alcuna possibilità di scrivere e suonare alcunché, tutto troppo prefabbricato, però ogni tanto mi capita di ascoltare buone cose. Mi piace molto un gruppo che si chiama Death Cab for Cutie. E poi c’è un tipo che si chiama Marcus Eaton, non credo che sia molto conosciuto in Europa, ma è incredibile, è il miglior giovane cantautore che abbia sentito da molti anni a questa parte”.
Lei ha fama di non essere stato un autore disciplinato. Con gli anni è cambiato qualcosa?
“No, non molto, ma il fatto è che non ho mai visto la scrittura di canzoni come una questione di disciplina. Molte canzoni le ho scritte sulla mia barca, Mayan, la stessa con cui vado in mare da sempre. In barca ho scritto ovviamente Wooden ships, ma anche altre”.
Qualche anno fa, anche a costo di irritare una parte del vostro pubblico, avete partecipato con molta forza alla mobilitazione contro Bush…
“Se lo meritava”.
E ora, vi sentite pacificati, da questo punto di vista?
“Per niente. Sono contento di Obama perché è intelligente, ma non sono contento delle truppe in Afghanistan, non sono contento delle banche, molto infelice a causa delle compagnie petrolifere, in particolare di quello che ha fatto la Bp”.
Non le viene voglia di scrivere una canzone su questi temi?
“Sì, ma è difficile, forse succederà, se capirò come farlo”.
Le manca qualcosa dei tempi d’oro?
“No, è stato bello, mi sono divertito moltissimo, ma mi piace vivere nel presente, forse anche perché ho avuto una seconda chance di vita. Si può insegnare qualcosa, si può essere un buon esempio per gli altri”

Emiliano Stefanelli