Strage in Messico, regolamento di conti tra bande di Narcos

E’ tragico il bilancio dell’irruzione avvenuta due giorni fa a Chihuahua, in Messico, in un centro di recupero per tossicodipendenti vicino al confine con gli Stati Uniti. A terra sono rimasti diciannove morti e quattro feriti. Si è trattato di un regolamento di conti tra bande rivali legate ai più importanti cartelli della droga. 30 persone, in piena notte, col volto coperto e armate di Kalashnikov, hanno fatto irruzione nella struttura “Fede e vita”. Dopo varie intimidazione hanno portato una ventina di persone nel cortile della struttura, le hanno fatte inginocchiare, hanno cominciato a sparare a raffica e poi si sono dati subito alla fuga. Secondo la polizia messicana gli assassini sono tutti membri della banda dei Los Aztecas (affiliati al cartello del narcotraffico di Juarez), le vittime invece appartenevano alla banda dei Los Mexicanos (affiliate al cartello di Sinaloa, comandato dall’efferato e spietato Joaquin “Chapo” Guzman, uno dei trafficanti di droga più ricercati al mondo). Purtroppo questa è solo una delle tantissime stragi collegate alle faccende di droga, un fenomeno dilagante ormai da decenni in tutto il Messico. I federali americani e le autorità messicane sono riuscite ultimamente, tramite l’operazione denominata “Project Deliverance”, ad arrestare 2200 persone e a sequestrare ingenti quantitativi di droga e denaro. E’ certo un segnale forte, ma è solo una piccola goccia in un Oceano di droga e corruzione.

Paolo Battisti