F1 – GP del Canada: Strepitoso Hamilton firma doppietta McLaren, terzo Alonso

Hamilton e Button riescono a battere gli avversari in una corsa difficile e avvincente. La Ferrari torna sul podio, mentre la Red Bull paga le indecisioni al muretto.

Festa sul podio del Canada per i due della McLaren, autori di una splendida doppietta

È stata davvero una gara divertentissima, quella che si è corsa sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal, in cui è successo praticamente di tutto. Molto, però, lo si deve alle condizioni particolari dell’asfalto della pista, su cui si corre una volta l’anno e che per questo mette a rischio la vita degli pneumatici. Se poi si aggiunge la scelta azzardata della Bridgestone di portare il compound supersoft, ecco spiegati gli ingredienti di un Gran Premio assolutamente da ricordare.

La griglia di partenza ha subito una variazione, a causa della retrocessione di cinque posizioni di Mark Webber che, avendo sostituito il cambio per problemi di perdita d’olio, si è schierato alle spalle del ferrarista Massa, nella settima piazzola.

Allo spegnimento dei semafori, ottimo lo scatto di Hamilton, seguito a ruota dall’altro pilota Red Bull e da Alonso, che con la sua vettura riusciva a mantenere il ritmo dei primi. Indietro, invece, il suo compagno di squadra, acquistata maggiore velocità rispetto ai suoi più vicini avversari, ha cercato di infilarsi alla prima curva tra Liuzzi e Button. Il contatto fra i tre è stato inevitabile, con l’italiano e il brasiliano che ne hanno pagato le conseguenze, finendo nelle retrovie. Petrov, coinvolto in un incidente con De la Rosa, si vedrà poi penalizzare con un drive-through per aver anticipato la partenza.

Intorno al quinto giro, i piloti che montavano le gomme a mescola morbida cominciano ad andare in crisi: è qui che Button viene prima raggiunto e poi passato da Webber; e Schumacher, partito tredicesimo, ma già ottavo, riesce ad effettuare un sorpasso su Sutil. Al comando, Hamilton cerca di resistere con tutte le forze alla pressione di Vettel, mentre Alonso viene subito raggiunto dall’australiano.

Sembra che la strategia adottata dalla maggioranza delle scuderie non stia pagando; infatti, prima della decima tornata chi montava pneumatici supersoft è costretto ad effettuare il primo pit stop del Gran Premio. Proprio in pitlane, Alonso riesce grazie alla rapidità dei suoi meccanici a sopravanzare Hamilton; i due escono appaiati, ma alla fine è lo spagnolo ad avere la meglio.

Chi approfitta della situazione sono i pochi che hanno scelto le gomme prime: Vettel, Webber, Kubica, Schumacher e un sorprendente Buemi, autore di una splendida gara. Tuttavia, le sorprese non sono finite, anzi: tra il decimo e il quindicesimo giro sono costretti a fermarsi ai box per sostituire gli pneumatici anche loro. Il tedesco della Red Bull opta, però, per una scelta diversa dagli altri, preferendo montare subito le morbide e lasciare le dure per l’ultimo stint.

Lo svizzero della Toro Rosso, al comando per un breve periodo, è inavvertitamente la causa che innesca il sorpasso di Hamilton ai danni di Alonso al sedicesimo giro.

Dieci tornate dopo, i piloti iniziano a soffrire di nuovo per il degrado eccessivo degli pneumatici. Hamilton, raggiunto da Alonso e in battaglia con lui, all’ultimo decide di entrare ai box ed effettuare il suo secondo cambio gomme, seguito nei giri successivi da tutti gli altri, eccezion fatta per Webber che sembra aver capito come gestire la sua vettura rispetto ai suoi rivali.

L’australiano riesce a restare in pista per altri venti giri senza che le gomme si degradino eccessivamente. Il suo Team Principal, Christian Horner, ammetterà successivamente di aver avuto paura a richiamare ai box il suo pilota per il pit stop, poiché non pensava che le morbide che avrebbe obbligatoriamente dovuto montare potessero resistere fino al termine della gara. Agendo in questo modo, però, alla Red Bull non si sono resi conto dell’errore che stavano commettendo: infatti, al quarantacinquesimo giro, il vantaggio di quasi quindici secondi che aveva il leader era stato completamente azzerato, con Hamilton e Alonso che avevano continuato a spingere. L’inglese riesce quindi a passarlo agilmente e quando sta per farlo anche lo spagnolo, Webber si vede costretto a rientrare per il cambio gomme.

Nell’ultima fase della gara, Massa, pur avendo una macchina competitiva, si ritrova doppiato in undicesima posizione. Il brasiliano, però, non ci sta e con un ritmo martellante si porta alle spalle di Liuzzi e Sutil e li passa di forza; poi, più veloce di Schumacher di oltre un secondo al giro, lo raggiunge e tenta il sorpasso all’ultima chicane prima del rettilineo dei box. Il tedesco, in crisi con le sue gomme morbide, anticipa la frenata, prendendo in contropiede il ferrarista che cerca disperatamente di scansarsi sulla sinistra. Il lieve contatto che ne consegue causa la rottura di uno dei due sostegni dell’ala anteriore, costringendo Massa a fermarsi per sostituire il musetto al giro successivo e allontanandolo, così, definitivamente dalla zona punti.

Quello che accade al comando è tutto fuorché noioso: Button, essendo riuscito a preservare gli pneumatici per un ultimo attacco, si avvicina ad Alonso e, approfittando di un doppiaggio poco convinto dello spagnolo ai danni del pilota della HRT, Chandhok, riesce ad affiancarlo in rettilineo e superarlo prima della staccata successiva. Questo sarà uno dei rimpianti di oggi del due volte Campione del Mondo, che avrebbe dovuto – e potuto difendersi meglio dall’inglese.

Taglia il traguardo per primo Lewis Hamilton, alla sua seconda vittoria consecutiva, seguito dal compagno di squadra Button. I due firmano una splendida doppietta per la McLaren, dopo quella arrivata per caso in Turchia. Stavolta, è stato premiato il team più forte, che ha adottato la strategia perfetta per la situazione particolare: la scuderia ha gestito al meglio il problema pneumatici, rischiando quando necessario.

Sul podio anche Alonso, che può da un lato essere felice per la prestazione della sua Ferrari, tornata competitiva dopo il disastro di Istanbul, ma con qualche rammarico per la poca incisività nei momenti cruciali della gara.

Per la prima volta le Red Bull non riescono ad andare oltre un quarto e quinto posto, conquistati rispettivamente da Vettel e Webber. La scuderia austro-inglese non ha mostrato lucidità delle decisioni prese, sintomo di poca esperienza di squadra.

A punti anche Rosberg, Kubica, Buemi ed entrambe le Force India di Liuzzi e Sutil, che all’ultimo giro sono riusciti a superare Schumacher.

Tra quindici giorni si torna a correre in Europa, sul tracciato cittadino di Valencia. Tutte le squadre porteranno lì diversi aggiornamenti per le loro vetture.

Alessia Anselmo