Scontri in Egitto, polizia picchia a morte un giovane durante manifestazione per Gaza

Il pestaggio a morte di un giovane di Alessandria fermato nei giorni scorsi dai servizi di sicurezza ha scatenato oggi gravi scontri tra polizia e dimostranti nel centro del Cairo. Decine di persone sono state arrestate, diverse altre sono rimaste ferite o contuse quando centinaia di agenti dei reparti antisommossa sono intervenuti e hanno disperso con violenza le proteste.

«Abbiamo assistito all’ultimo esempio della brutalità della polizia. In strada c’erano soltanto persone che chiedevano alle autorità di fare chiarezza sulla morte di quel giovane», ha denunciato Heba Morayes, dell’ufficio egiziano di Human Rights Watch.

Venerdì era stata Amnesty International a chiedere una inchiesta rapida ed indipendente sulla morte di Khaled Mohammed Said, 28 anni, mentre era nelle mani degli uomini dei servizi di sicurezza. Secondo il Centro egiziano per i diritti umani «El Nadim» il giovane morto è stato arrestato in un internet point di Alessandra e pestato a morte in strada dopo essersi rifiutato di farsi perquisire.

Oggi la Procura dello Stato ha ordinato un supplemento di indagini dopo che una inchiesta preliminare aveva assolto completamente le forze di sicurezza. Le autorità sostengono che Said sarebbe morto per una overdose di stupefacenti «nel momento esatto in cui è stato avvicinato dalla polizia».

Una versione dell’accaduto che gli attivisti dei diritti umani definiscono «paradossale». Le foto diffuse in internet da alcuni testimoni mostrano con chiarezza sul corpo di Said i segni delle gravi percosse subite dal giovane.«Le foto parlano in modo chiaro, sono la dimostrazione dell’uso continuo della violenza e della forza bruta da parte delle forze di sicurezza egiziane che ritengono di poter operare in un clima di immunità», ha denunciato Amnesty.

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