Gaza, coalizione internazionale per portare Israele davanti alla Corte penale

Il coordinatore della Campagna europea per porre fine all’ assedio di Gaza, Amin Abu Rashed, ha annunciato ieri una coalizione di più paesi che raggrupperà i partecipanti alla Freedom Flotilla e porterà l’occupazione israeliana dinanzi alla Corte penale internazionale.

La coalizione, ha chiarito Abu Rashed durante il suo intervento al “Festival della Libertà” in onore della Freedom Flotilla, svoltosi ieri pomeriggio al Palalido di Milano, verrà formata in contemporanea con i preparativi della Freedom Flotilla II, che già si prospetta più imponente della prima, con la partecipazione confermata di più di 4.000 volontari. Tra di loro si contano rappresentanti del Parlamento europeo, diplomatici, giornalisti e personalità importanti del Vecchio Continente. La partenza è prevista per la seconda metà del mese prossimo.

Abu Rashed ha affermato che l’assalto israeliano ha avuto come effetto non voluto quello di mostrare al mondo la tragedia di Gaza al mondo intero.

Egli ha quindi evidenziato le numerose iniziative previste per il mese prossimo, tra cui la partecipazione dei parlamentari europei alla Flotilla II, che si recheranno a Gaza per trasmettere un segnale chiaro contro l’embargo, e l’annuncio della nuova spedizione all’interno del Consiglio legislativo palestinese, che servirà a lanciare un grido d’aiuto al mondo intero in nome di un popolo che rifiuta di essere castigato.

Dopo una relazione sulla storia della Campagna europea, la prima a organizzare un convoglio umanitario per la Striscia assediata, Abu Rashed ha chiesto alla comunità internazionale e all’Unione Europea di contribuire alla fine dell’assedio e non al suo allentamento, e ha rinnovato il sostegno “a qualsiasi iniziativa che cerchi di dire basta alla farsa del blocco israeliano su Gaza. Israele, che prosegue nei suoi crimini da 62 anni, deve oggi affrontare i ricorsi che chiedono la prosecuzione giudiziaria dei suoi comandanti e dei suoi leader, che continuano a cancellare le loro visite all’estero per timore di finire in manette”.

Sulla stessa linea di Abu Rashed, il presidente dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese in Italia Muhammad Hannoun ha evidenziato come la pirateria e l’aggressività israeliane abbiano fallito nel loro scopo, avendo fatto sì che il mondo si accorgesse dei propri doveri e della propria missione nei confronti di Gaza.

“L’era della paura e del terrorismo israeliani è passata – ha continuato Hannoun – Gaza è infatti diventata in pochi giorni il centro dell’interesse internazionale, balzando in testa alle notizie e alle cronache di tutto il mondo, ed è riuscita, con la sua pazienza e la sua fermezza, a riportare in primo piano la questione palestinese, così come ha dimostrato che la volontà umana non s’infrange davanti alle uccisioni di massa”

Secondo Hannoun, è ora l’occupazione israeliana a trovarsi sotto assedio per le ondate di solidarietà e di aiuti umanitari che vengono dal mare, e per aver mostrato il suo lato mostruoso all’ opinione pubblica internazionale

Infopal