Lav, dati preoccupanti dal Rapporto Zoomafia 2010

Come ogni anno la Lega antivivisezione rende noto i dati del Rapporto Zoomafia che analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità. Il rapporto Zoomafia 2010 ha calcolato per il 2009 un giro d’affari di circa 3 miliardi di euro. Dalle corse clandestine di cavalli, alla cupola del bestiame, che va dalle truffe ai danni dell’Erario, dell’UE e dello Stato, al traffico illegale di medicinali, proseguono i traffici illegali di fauna esotica e pesca illegale. La Lav ha analizzato i dati rilasciati dalle procure, sollevando preoccupazione per il ddl sulle intercettazioni, affermando che sono in pericolo indagini contro crimini zoomafiosi.
Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV e autore del Rapporto dichiara di essere “fortemente preoccupati per le nuove norme sulle intercettazioni in via di approvazione, poiché (…) appare evidente che un fenomeno complesso e multiforme, come i crimini zoomafiosi, con questa nuova normativa non avrà un’adeguata azione di contrasto che, se non bloccata, é fortemente ostacolata. Soprattutto considerando che i crimini zoomafiosi, anche se non sono qualificati come reati riconducibili alle organizzazioni mafiose, presentano sotto il profilo della complessità investigativa forti e cogenti analogie con i reati della criminalità organizzata”.
Nel Rapporto Zoomafia 2010 della Lav si constata un calo degli interventi di contrasto contro le corse clandestine di cavalli e le infiltrazioni criminali nel settore dell’ippica, sebbene – scrive nel comunicato la Lav – si tratti di campi in cui la criminalità organizzata sembra concentrare sempre più il suo interesse. Solo il settore delle corse produrrebbe un giro d’affari di circa 1 miliardo di euro. La Lav denuncia un calo di attenzione al riguardo e la pericolosità del fenomeno che non stenta a diminuire.
Tra i settori più allarmanti resta quello sul business legato alla gestione di canili “illegali” e sui randagi, stimato intorno ai 500 milioni di euro l’anno, dato che deriva da convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili. Solo nel 2009 i Carabinieri per la Tutela della Salute hanno svolto 1649 controlli nei canili, che hanno portato a 565 denunce, all’accertamento di 1312 violazioni amministrative e al sequestro di 5900 animali.
Anche la cosiddetta “Cupola del bestiame” risulta essere un fenomeno in aumento: un fatturato annuo di almeno 400 milioni di euro – sottolinea la Lav – che si rivela un vero e proprio mercato parallelo di carni e prodotti derivati da animali. Nell’ambito delle sofisticazioni alimentari – scrive la Lav – nel 2009 i Nas dei Carabinieri hanno sequestrato mattatoi, allevamenti e caseifici, e oltre 38mila tonnellate di alimenti. Mentre tra i settori che hanno subito l’aumento degli illeciti ci sono quello dei prodotti dietetici (+62%), del latte (+33%), degli insaccati (+30%) e del pesce (+43%). Un mercato parallelo che evidenzia il problema delle collusioni: solo nel 2009 sono stati 11 i veterinari denunciati, di cui 4 arrestati nel corso di varie inchieste.
Resta sempre molto attivo il traffico illecito di fauna esotica protetta che interessa circa un terzo di quello legale, con un business quantificabile in circa 500 milioni di euro l’anno. Sconcertante il repertorio di animali vivi, prodotti ricavati da animali e parti di essi sequestrati in Italia nel 2009 ne quale vi sarebbero leoni, tigri, bertucce, macachi, testuggini, boa constrictor, lince rossa, tartaruga azzannatrice, varano del Nilo, cavallucci marini, volpe del deserto, ma anche accessori realizzati con pelle di pitone delle rocce, monili in avorio, borse di pitone, giubbotti di pelle di procione, cinture in pelle di coccodrillo, pelli di pitone, pelli di varano del Bengala, conchiglie rare, uccelli morti, caviale.
Sotto i riflettori anche il mare, saccheggiato dalle organizzazioni criminali, che muove un giro di affari annuo di circa 300 milioni di euro attraverso il traffico di datteri di mare, o di ricci, destinati al mercato clandestino di ristoratori compiacenti, e l’uso delle spadare. In cinque anni – spiega il comunicato – le spadare sanzionate sono state ben 283 quasi il doppio le sanzioni elevate a carico di pescherecci recidivi che tornano immediatamente a operare illegalmente nonostante la confisca o il sequestro della rete. 

L’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ha chiesto alle 165 Procure Ordinarie e alle 29 presso il Tribunale per i Minorenni i dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2009, e al numero indagati per reati a danno animali. Rispetto ai dati del 50% delle Procure che hanno presentato i risultati dei procedimenti, la Lav evidenzia che vi è un numero dei procedimenti in corso notevolmente inferiore alle varie notizie o segnalazioni di maltrattamento giunte alle associazioni: complessivamente 1693 procedimenti nel 2009 in 80 Procure Ordinarie per maltrattamento, uccisione e detenzione incompatibile, rappresentano solo una parte minima delle migliaia di segnalazioni e notizie di maltrattamento che arrivano da fonti non ufficiali, ma non per questo non veritiere, conclude la Lav.