Turchia congela contratti militari con Israele per uccisione attivisti Freedom Flotilla

Fa sul serio il premier turco Recep Tayyip Erdogan, che ha ordinato di congelare i contratti nel settore militare con Israele. A riferirlo è il sito del quotidiano «Zaman» sottolineando che in ballo ci sono diversi miliardi di dollari. Tra i contratti congelati figurano l’ammodernamento di aerei e carri armati (757 milioni di dollari), un progetto missilistico (1,5 miliardi di dollari) e la vendita di carri israeliani Merkava (5 miliardi di dollari). Inoltre, scrive ancora «Zaman», sono state annullate le esercitazioni militari congiunte e la Turchia non concederà il suo spazio aereo per il transito di velivoli militari israeliani.Congelato anche un accordo nel settore dell’antiterrorismo.

Secondo Zaman, il governo turco dopo l’assalto alla Freedom Flotilla intende mettere «sotto pressione» Israele e potrebbe anche ridimensionare della rappresentanza diplomatica nello Stato ebraico a livello di incaricato d’affari. Fino a qualche tempo fa Ankara e Tel Aviv erano strette alleate ad ogni livello ma dopo l’offensiva israeliana Piombo Fuso contro Gaza (dicembre 2008-gennaio 2009) i rapporti tra i due paesi si sono progressivamente raffreddati fino a raggiungere il punto più basso il 31 maggio scorso, con l’uccisione dei nove civili turchi da parte di commando israeliani lanciati all’abbordaggio della nave Mavi Marmara diretta verso Gaza.

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