Fini: “La Padania non esiste. Mette a rischio la coesione nazionale”

ROMA – Bisogna contrastare la propaganda della Lega o è a rischio la coesione nazionale. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante il convegno “Patriottismo repubblicano e Unità d’Italia” organizzato dalla Fondazione FareFuturo e dalla Fondazione Spadolini a Roma. Le parole del presidente della Camera sono state pronunciate all’indomani del tradizionale raduno del Carroccio a Pontida 1. In particolare, ieri Castelli ha minacciato la secessione, “se non ci sarà il federalismo”.

Secondo Fini, “il rischio per il senso di italianità è forse quando non si contrastano le goliardate, ma è anche più forte se si finisce con il derubricare l’italianità in una sorta di operazione museale volta a relegarla ad una specie di storia del passato”. E allora, secondo Fini, “non basta contrastare la sortita propagandistica, ma occorre anche essere capaci oggi di far capire che essere italiani significa riconoscersi in alcuni valori non trattabili che sono alla base di un’identità di un popolo”. E’ per questo che, per Fini, “bisogna stare attenti a non derubricare le affermazioni della Lega come sortite goliardiche fini a sé stesse”.

Fini ha criticato dalle radici l’ideologia leghista, a cominciare dall’affermazione della Padania come entità geografica o persino politica: “La Padania è semplicemente una felice invenzione propagandistico – lessicale, un neologismo – ha detto il presidente della Camera – perché fra Cadore e Tigullio non c’è assolutamente nulla in comune. O si è italiani o non si ha altra identità che non sia assolutamente localizzata”. Del resto, ha rilevato Fini, anche fra “il Cadore e la provincia di Rovigo” le differenze sono enormi, anche in termini di dialetto.

Emiliano Stefanelli