Reggio Emilia. Bambina autistica allontanata dal centro commerciale. “Non può mangiare qui, allarma la clientela”

Una bambina di 10 anni autistica era nella mensa del centro Meridiana quando è stata cacciata da un addetto alla sicurezza. La terapista che l’accompagnava: “Ci è stato detto che non era il posto giusto per noi, che allarmavamo la clientela che ci circondava”. Da qui, la denuncia ai carabinieri

I dirigenti del centro commerciale hanno chiesto scusa e ribadito che «i locali del Meridiana» – mensa compresa – «sono aperti a tutti». Che nessuno, dunque, «viene allontanato né invitato ad andarsene» senza reali motivazioni, legate magari a questioni di sicurezza.

Vero è che ieri, all’ora di pranzo, a fare le spese di quanto accaduto al Free Flow di via Kennedy gestito dalla Cir – interno alla mega struttura che contiene anche l’iper – è stata una bambina di 10 anni. Autistica. Che, secondo quanto afferma la sua terapista, Maddalena Algeri – la stessa che ieri ha accompagnato la ragazzina a tavola proprio per aiutarla a inserirsi in un ambiente ampiamente frequentato e, contemporaneamente, indurla a nutrirsi – è stata cacciata via a metà del pranzo da uno degli addetti al servizio di sicurezza: «Quello non era il posto giusto per noi – racconta la dottoressa Algeri – io la imboccavo e le tenevo ferme le mani, ma ci è stato detto che allarmavamo la clientela che ci circondava». Da qui, la denuncia ai carabinieri di Reggio formalizzata soltanto qualche ora più tardi dal presidente dell’associazione Aut Aut, Roberto Vassallo.

L’episodio si è verificato attorno alle 12.30. Il putiferio, però, si è scatenato quando, di lì a poco, la mamma della bambina – avvertita dalla terapista stessa – ha sollevato la cornetta del telefono per sfogare tutta la propria indignazione. Dall’altra parte, a ricevere la chiamata, pare sia stata la cuoca della mensa, a sua volta ignara dell’accaduto. A quel punto la questione ha iniziato a fare il giro del centro commerciale.

Dal responsabile del servizio di sicurezza al responsabile del servizio mensa, sino ai responsabili del Meridiana stesso, tutti hanno chiesto conto al vigilante di cosa fosse realmente accaduto. La versione dei fatti, tuttavia, contrasta non solo per quel che riguarda i toni utilizzati dall’uno e dall’altra, ma soprattutto per l’epilogo della vicenda. «Io non ho mandato via nessuno» è ciò che la guardia giurata (che fa capo ad un’azienda di portierato esterna al centro commerciale) ha ripetuto ieri a chi lo ha interpellato. Stando a quel che avrebbe raccontato, l’uomo ha deciso di intervenire dopo aver notato una sorta di «aggressività» utilizzata nei confronti della bambina. A sollecitarlo – ha raccontato ancora – anche alcuni clienti preoccupati di taluni atteggiamenti.

Ma il presidente dell’associazione Aut Aut non ammette giustificazioni: «Quanto accaduto è semplicemente vergognoso, la mamma di quella bambina sta ancora piangendo per il trattamento riservato alla figlia. La terapista è una professionista seria che fa questo mestiere da tanti anni. Tutti i giorni accompagna bambini autistici a pranzare fuori, proprio per far sì che si ambientino, e mai, mai le era capitata una cosa del genere. I dirigenti del centro mi hanno chiamato costernati per chiedere scusa alla ragazzina e a sua madre: nessuno mi ha raccontato una differente versione dei fatti. Anzi. Da quel che so, il vigilante ha avuto il coraggio di dire alla dottoressa »tanto non hai testimoni. «I testimoni, invece, ci sono. E vedremo chi è che non racconta la verità. Un episodio del genere è inaccettabile».

Dalla parte della guardia, coloro che gli lavorano accanto: «Ha figli anche lui, impossibile che si sia comportato male. Forse è intervenuto perché i clienti l’hanno sollecitato a capire cosa stesse accadendo». Intanto, la denuncia c’è.

Gazzetta di Reggio (21 giugno 2010)