Roberto Saviano morto, copertina shock di Max

Un titolo che gela il sangue nelle vene: “Hanno ammazzato Saviano”! Lo scrittore sdraiato esanime, il suo corpo pallido in rigor mortis. Un’immagine forte quella pubblicata su Max.

Roberto Saviano compare in prima pagina steso su una barella da obitorio con cartellino di identificazione legato all’alluce.

Fortunatamente non si tratta della realtà, ma della nuova e provocatoria copertina di Max, il mensile maschile più letto in Italia.

Il titolo recita: “Hanno ammazzato Saviano”. E la didascalia aggiunge: “Lo vorrebbero così senza vita, ridotto al silenzio. Ha molti nemici: i camorristi, Berlusconi, Fede, Borriello, Daniele Sepe… Ma la sua vita è già una condanna… La sua libertà e la nostra sono le sue parole”.

L’immagine andata in tutte le edicole è davvero molto forte e piuttosto macabra. Ha già immediatamente scatenato un putiferio, ha suscitato polemiche e critiche severe.

La scelta della rivista di pubblicare questa elaborazione fatta col photoshop e firmata da Gian Paolo Tomasi, ha lasciato tutti sgomenti.

Il periodico si è giustificato dicendo che tale provocazione è stata fatta per ricordare a tutti coloro che lo denigrano che Saviano è un uomo sotto scorta, che vive insieme alla sua famiglia ogni giorno accanto allo spettro della morte.

Il direttore di Max Andrea Rossi difende così la sua scelta: “Diciamo che non ce l’abbiamo fatta più di sentir gente attaccare Saviano. La goccia che ha fatto traboccare il vaso son state le dichiarazioni di Marco Borriello. A quel punto ci siamo detti basta”.

Prosegue il direttore:  “In questi mesi è stato un continuo: Emilio Fede, Berlusconi che pure di Saviano è anche l’editore. Ma insomma qual è il problema, la camorra o Saviano che la camorra la combatte? Mi pare che il gioco che si profila sia quello della delegittimazione: svalutate ciò che dice per isolarlo, poi se arriva quello che lo fa fuori…

Tuttavia a noi è sembrato un pò troppo. Pubblicare un’immagine così è fuoriluogo e non porta a niente. L’unico risultato è far crescere in tutti noi un forte sdegno.

Per i più maligni la scelta di Max è solo una trovata pubblicitaria. Proprio il giornale che a parole si dichiara paladino di Saviano in realtà con quella foto shock si sta facendo pubblicità in tutto il mondo sulla pelle e sulle disgrazie dello scrittore.

Dal canto suo lo scrittore non ha gradito l’iniziativa: “Trovo il fotomontaggio che mi rappresenta morto in obitorio di cattivo gusto, un’immagine utilizzata per speculare cinicamente sulla condizione di chi come me in Italia e all’estero vive protetto. Un’immagine profondamente irrispettosa per tutti coloro che per diversi motivi, spesso lontano dai riflettori, rischiano la vita. Tutta questa pressione sulla mia morte, poi, lascia sgomento me e la mia famiglia. Ad ogni modo rassicuro tutti: non ho alcuna intenzione di morire.

Ben detto. Noi siamo assolutamente d’accordo con il povero Saviano. Max questa volta ha oltrepassato il limite della decenza. Nascondendosi dietro un velo di ipocrisia ha voluto approfittare pesantemente della situazione critica di un uomo accerchiato da tutti, compreso da chi, come il direttore Andrea Rossi, sbandiera ai quattro venti l’intenzione di volerlo difendere, quando poi  è il primo a fare “sciacallaggio” sul suo nome.

I giornali spesso sono dei veri e propri avvoltoi. Questa non è informazione! Il diritto di cronaca finisce dove inizia la privacy di ogni cittadino. Non bisogna poi, come nel caso di Saviano, andare troppo pesanti sia con le dichiarazioni che con le immagini. Questo perchè il rischio di una tragedia è sempre dietro l’angolo e qualcuno potrebbe avere per sempre Roberto sulla coscienza.

Fabio Porretta