Al via il G20 in Canada, divisioni Usa-UE su politica economica

Si sono presentati chiaramente divisi Stati Uniti e Unione europea, sulle linee da tenere in politica economica all’avvio del vertice del G8 in Canada, incontri che da sabato proseguiranno allargati a tutto il G20. Se formalmente è ai 20 che vengono riservate le questioni economiche, già da venerdì il tema ha tenuto banco: prima di partire il presidente Barack Obama ha rilanciato la sua azione di pressing sull’altra sponda dell’Atlantico, affinché mantenga le misure a sostegno della crescita. “Dobbiamo agire in maniera coordinata – ha detto – perché questa crisi ha dimostrato che le nostre economie sono legate a doppia mandata”. La risposta è giunta dalla Germania, paese alfiere nell’Ue sulla necessità di rimettere ordine nei conti: “E’ giunto il momento di ridurre i deficit di bilancio”, ha affermato la cancelliera Angela Merkel giungendo in Canada.

Dopo la crisi di bilancio in Grecia ormai i governi dell’Ue, e soprattutto dell’area euro sono tutti orientati verso manovre di risanamento dei conti pubblici. “L’Europa ha si è accorta di cosa significhi avere deficit troppo elevati”, ha aggiunto la Merkel. Intanto il Fondo monetario internazionale avverte tutto il G20 sui rischi che incombono sull’economia globale se non si mantiene una strategia di coordinamento: rischia di perdere qualcosa come 4.000 miliardi di dollari nei prossimi anni, e fino a 30 milioni di posti di lavoro. Stime contenute in un rapporto che l’Fmi ha fornito ai leader globali, trapelato da indiscrezioni di stampa.

E un altro richiamo all’azione coordinata, stavolta sulle riforme nella finanza e in particolare nel settore bancario, è giunto dal Financial Stability Board, l’ente di consultazioni internazionali presieduto da Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia. Questa riforma, battezzata Basilea III e che punta a rendere le banche più solide e meno rischiose, perdendo qualcosa in redditività, deve avere la massima priorità, dice l’Fsb. E fonti dell’Fsb aggiungono che sull’eventuale creazione di nuove tasse a carico delle banche, sarebbe meglio aspettare il lancio proprio della riforma, anche perché andrà a ridefinire alcuni parametri chiave del comparto, come i livelli di patrimonializzazione.

Intanto la Cina cerca nuovamente di defilarsi da possibili polemiche, facendo un altro piccolo passo concreto verso quella maggiore “flessibilità” sui cambi delle valute che ha promesso. Oggi la Banca centrale cinese ha nuovamente ritoccato al rialzo il cambio imposto sul dollaro-yuan. In questo modo la divisa del Dragone si è apprezzata dello 0,53 circa dall’inizio della settimana. Può sembrare poco, ma è un piccolo ‘record’ dopo che per due anni questo rapporto di cambio, rigorosamente controllato dalle autorità cinesi, è stato tenuto praticamente inchiodato. Washington accusa Pechino di tenere arificiosamente basso lo yuan per favorire il suo export, tra i vari incontri previsti a G8 e G20 Obama ha anche una bilaterale con il presidente Hu Jintao.

Il G8, i sette ‘grandi’ occidentali, tra cui l’Italia, più la Russia, è il primo a riunirsi a Huntsville, circa 220 chilometri da Toronto, dove invece si riunirà tutto il G20. Qui i paesi avanzati si ritroveranno con i giganti emergenti, come Cina, India e Brasile (mancherà Inacio Luiz Lula rimasto in patria a occuparsi delle alluvioni) e diversi paesi chiave di Africa e Medio Oriente. Proprio oggi Obama ha incassato il via libera del Congresso alla struttura della storica riforma del settore finanziario che aveva fortemente perseguito, e si presenta quindi agli incontri con credenziali rafforzate sulle riforme.

Stefania Arcudi – America24.com