Chiesto il processo per Vittorio Emanuele di Savoia

Dal 2004 Vittorio Emanuele di Savoia era impegnato con altre cinque persone un’associazione per delinquere “impegnata nel gioco d’azzardo fuori legge“.

Il pm di Roma Andrea De Gasperis ha chiamato in causa anche Rocco Migliardi Nunzio Laganà, stretto collaboratore di Savoia, Ugo Bonazza, Gian Nicolino Narducci e Achille De Luca. Per loro l’accusa ha chiesto il processo perchè l’associazione avrebbe avuto un ruolo attivo nel “mercato illegale dei nulla osta per videopoker, procurati e rilasciati dai Monopoli di Stato, attraverso il sistematico ricorso allo strumento della corruzione e del falso”. Non solo. “Riciclaggio di denaro proveniente da attività illecita tramite l’instaurazione di relazione con Casinò autorizzati, a cominciare da quello di Campione d’Italia con cui Savoia e altri imputati avevano instaurato un rapporto stabile che prevedeva l’impegno di coinvolgere, con l’evidente finalità di farli giocare, facoltosi personaggi siciliani”.
Toccherà al gup, Marina Finiti, pronunciarsi il 14 luglio sui rinvii a giudizio sollecitati dalla procura. Vittorio Emanuele, che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti contestati, rimase in carcere per una settimana.

Per il legale di Vittorio Emanuele, l’avvocato Francesco Murgia, “questa udienza è un atto dovuto che non costituisce una presa di posizione della Procura di Roma. Il procedimento era già pendente, vi era già stata un’udienza preliminare che viene dall’incompetenza territoriale del Tribunale di Potenza”

Emiliano Stefanelli