La crisi accorcia la durata delle vacanze, partiranno 39 milioni di italiani

Le vacanze non cedono alla crisi – secondo il sondaggio Confesercenti-Swg – anche se nel portafoglio degli italiani domina la parola “prudenza”. Saranno in 39 milioni a partire quest’ anno (il 79% contro un 21% che non si muoverà da casa), 1,5 in più dell’anno scorso. Cala di 2 giorni la permanenza media fuori casa rispetto al 2008 (da 14 a 12) e quasi 2 milioni dichiarano di volersi limitare ad una gita “fuori porta” di 2-3 giorni. Più di una famiglia su 10 dovrà tagliare del tutto le vacanze, in controtendenza rispetto alla spesa media che torna a salire ai livelli del 2008 e si attesta a 1022 euro dai precedenti 946 euro del 2009. Luglio e agosto come al solito fanno il pieno di vacanzieri con il 92%, mentre settembre conquista un buon 17%.

Cambiano le abitudini: se il mare appare in costante declino dal 73% del 2006 al 47% del 2010, ciò avviene per una maggiore diversificazione delle vacanze fra montagna (in aumento dal 12% al 16%), vacanze verdi (dal 7% all’8%), terme, percorsi culturali, mentre perde terreno la campagna (dal 7% al 3%).

In estate vincono libri e giornali e cede il posto la TV. Solo il 17% continua a “teledipendere” – sempre o spesso – come in città, mentre il 44% del campione sfoglia un giornale, il 58% non si fa mancare un libro. A determinare questo esito sono in particolare i pensionati ma anche i 25-54enni.

La vera novità, complice la crisi che in questo caso “presenta il conto” di tanti timori occupazionali, è il computer. Internet si rivela essere un insostituibile compagno di vacanze per un 17% di italiani, veri stakanovisti del lavoro anche sotto il solleone. Sono soprattutto maschi: artigiani, commercianti, dirigenti. Ma anche 1 lavoratore dipendente su 4 non dimentica l’appuntamento con l’e-mail. Meno le donne più impegnate nella cura della famiglia e dei figli. Il 4% di esse per tale motivo rimarrà addirittura a casa.

Altro “emergente” delle vacanze è l’oroscopo. Se il 76% dei vacanzieri consulta le previsioni del tempo prima di partire, il 70% vuol saperne di più sui rischi del luogo delle ferie, il 65% si informa su eventuali scioperi, c’e anche un 9%, ovvero 3 milioni e mezzo di italiani, che non vuole sorprese nemmeno dagli astri.

Restano vive però anche alcune tradizioni: la passione per la buona cucina innanzitutto, l’attrazione di eventi folcloristici, di mostre nei musei e, per i più giovani, il conoscere nuovi posti, l’avventura, lo sport. E si riproduce ancora qualche esemplare di latin lover: il 10% dei maschi va in vacanza con intenti espliciti di conquista.

L’attenzione al costo della vacanza è comunque presente. Sale dal 39% al 43% come causa prima della rinuncia a partire. Seguita da un’altra voce crisi-dipendente ovvero la necessità di lavorare (dall’11% del 2009 al 15%).

Le paure per chi va all’estero vedono in testa quella per il terrorismo in crescita dal 21% al 27%, le catastrofi naturali si attestano al 13%, sale pure il rischio derivante dall’integralismo religioso dall’8% al 10%. Calano invece i timori per violenze ed epidemie.

I timori “domestici” vedono invece in calo quello per il reddito disponibile che guida comunque la classifica, un timido segnale di maggior fiducia per il futuro. Al secondo posto troviamo comunque la preoccupazione per la crisi economica. E, dopo la poco “affidabile” primavera, non si sottovalutano neppure i rischi climatici.

Perché andare in vacanza? Si rafforza la voglia di riposo che cavalca lo stress accumulato dagli italiani in questi mesi difficili. Un buon motivo per “staccare” è anche la possibilità di passeggiate, di visite culturali, di un pò di divertimento.

Dove andare in vacanza? 7 italiani su 10 passeranno le ferie in Italia. Il 51% trascorrerà le ferie in una regione diversa da quella di residenza. In cima alle preferenze di questi vacanzieri c’è la Toscana, poi – appaiate – Emilia Romagna, Puglia e Sicilia. Seguite dalla prima regione tutta montana che è il Trentino Alto Adige.

Gli esterofili continuano a premiare la Spagna (la visiterà il 23% del campione) ma il balzo più pronunciato lo fa la Grecia, forse perché il peso della crisi la fa apparire più economica (dal 10% al 13%). Fra queste due nazioni c’è la Francia sia pure in calo (dal 23% al 18%).

Altra curiosità ci viene dalla distanza media che gli italiani sono disposti a precorrere, in aumento rispetto al 2009 (da 390 km a 402 km). Evidentemente non si teme il caro benzina visto che ancora si sceglie soprattutto di viaggiare in auto (il 64%) che come mezzo di trasporto svetta e di molto sull’aereo (23%) ed il treno (8%).

La vacanza è il tipico momento da condividere con la famiglia (46%) ed alberghi e pensioni si confermano le opzioni preferite (dal 32% al 33%). Nell’insieme coloro che utilizzeranno una struttura a pagamento sono il 70% dei viaggiatori anche se con qualche attento calcolo economico: di conseguenza si rafforza la scelta già prevalente per le 3 stelle (dal 60% al 66%), mentre 5 e 4 stelle restano al 25%. Perdono punti infine le 2 stelle (dal 12% all’8%). E conta sempre di più la valutazione sui servizi che le strutture alberghiere offrono: nei residence la piscina è “obbligatoria”; negli alberghi e nei villaggi turistici si ricerca sempre di più i centri benessere; nelle seconde case non può mancare il collegamento ad internet e la tv satellitare.

Confesercenti