Fnsi, Da piazza Navona con l’inno di Mameli, un appello alla resistenza

C’erano tutti o quasi tutti, i quotidiani, i blogger, il mondo della cultura e le organizzazioni impegnate a dire “No alla Legge Bavaglio”: dall’Unità, al Manifesto, ai giornalisti della Rai, dal popolo dei Viola, alle Agende Rosse di Paolo Borsellino, i blogger Clandestino, l’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia (ANPI), l’Associazione nazionale magistrati, i rappresentanti della Federazione Nazionale di Giornalisti (FNSI), l’associazione nazionale delle cooperative giornalistiche, editoriali e della comunicazione (MediaCoop), le sigle sindacali della Cgil ma anche le bandiere del PD, Verdi, Italia dei Valori e Movimento Cinque Stelle. Tra gli esponenti politici: Antonio Di Pietro, Walter Veltroni, Anna Finocchiaro, Piero Fassino e Pierluigi Bersani. Una piazza gremita che rivendicava il diritto alla libertà d’informazione, contestando un decreto di legge sulle intercettazioni telefoniche che sarà discusso alla Camera il prossimo 29 luglio. Data in cui – tutti concordi –  la Stampa nazionale sarà di nuovo pronta a scendere in piazza.

PRESIDIO
– Intanto, da Roma a Milano, da Torino a Bari, Palermo, Padova, Parma, per un totale di 22 città, tra cui anche Londra e Parigi, sono stati organizzati presidi dalla Fnsi per protesta. Eppure, per alcuni, il diritto di sciopero non è più contemplato come un leggittimo strumento democratico per reclamare i propri diritti, come si evince dalle dichiarazioni del direttore del Giornale Vittorio Feltri che, intervenendo al convegno organizzato dall’Alg al Circolo della Stampa, ha detto di non capire “come si possa difendere la libertà di stampa scioperando. Ma siamo matti? –  spiega Feltri- Facciamo la prima pagina dedicata al problema, semmai, e non, al contrario, evitiamo di scrivere”.

ARTICOLO 21 – Ma il punto è un altro. A sottolineralo il simbolo del “Post-it giallo” contro il provvedimento, sostenuto da La Repubblica con una campagna sulle pagine del quotidiano, che ricorda quanto la legge sulle intercettazioni vuole modificare i princinpi sui quali si basa l’articolo 21 della Costituzioni che tutela la libertà di stampa.
Scioperi, manifestazioni di piazza, simboli “sotto” ai quali unire le proprie forze per dire “NO”: sul palco le testimonianze di numerosi volti noti da Fiorella Mannoia, Carla Fracci, il regista Mimmo Calopresti, l’attrice Ottavia Piccolo, la sorella di Stefano Cucchi, Roberto Saviano ma anche Patrizia D’Addario che tra le fischia ha voluto dare un contributo dichiarando di essere “qua per la libertà di stampa. Se fosse già in vigore questa legge sulle intercettazioni sia io che voi giornalisti – ha detto- saremo insieme in galera”.
Una manifestazione commovente durante la quale giornalisti e cittadini, in una giornata molto calda, si sono riuniti per difendere i propri diritti. Tra le contestazioni quello di voler far passare questa legge durante il periodo estivo, in cui l’attenzione dell’opinione pubblica è più bassa; ma anche la rabbia per una legge ingiusta che grava sui giornalisti che, se diffondono alcune notizie, potranno andare in carcere; sotto accusa anche i blog e la libertà dei network sociali che potranno essere perseguibili. Tra gli argomenti più accesi, quelli che ribadiscono quanto il Governo stia continuando la politica ad personam della precedente legislatura, votando leggi che tutelano la loro impunità (come l’ultima nomina di Brancher), anziché, in un periodo di crisi economica, discutere e considerare i problemi reali che riguardano i cittadini (sanità, disoccupazione ecc.)
La piazza colorata invitava il pubblico ad espirmere il proprio parere: lo stand del popolo viola accoglieva “La viola del pensiero” un cartellone sul quale i manifestanti hanno lasciato un messaggio…

CAPO DELLO STATO – Da Malta, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un incontro con i giornalisti, interviene sebbene, afferma Napolitano, “dall’estero non faccio commenti sulle cose italiane. Ma vista la confusione – dichiara il presidente della Repubblica – che ancora colgo in certi commenti di stampa sulla legge delle intercettazioni posso ribadire che i punti critici della legge approvata dal Senato risultano chiaramente – ha osservato – dal dibattito in corso e dal dibattito svoltosi in commissione giustizia della Camera, nonchè da molti commenti di studiosi, sia costituzionalisti sia esperti della materia. E ovviamente – spiega Napolitano – quei punti critici sono gli stessi cui si riferiscono le preoccupazioni della Presidenza della Repubblica, e ciò non si è mancato di sottolinearlo nei rapporti con esponenti di maggioranza e di governo. A noi non spetta indicare soluzioni da adottare e modifiche da apportare – afferma il capo dello Stato. Valuteremo obiettivamente se verranno apportate modifiche adeguate alla problematicità di quei punti che sono già stati messi in così grande evidenza. E ci riserveremo la valutazione finale nell’ambito delle nostre prerogative”.

PARLAMENTO EUROPEO – Il sindacato della stampa nazionale è già pronto a innalzare la protesta e, in caso passasse il provvedimento, farà ricorso presso la Corte Europea. Tra i sostenitori, come riporta l’APCom, gli europarlamentari dell’Italia dei valori si sono imbavagliati con una fascia nera e hanno occupato simbolicamente una sala del Parlamento Europeo “per sostenere la manifestazione nazionale contro la legge bavaglio”.

Chicca della serata, dal palco di “Roma incontro il mondo” a Villa Ada, durante uno spettacolo, Margherita Hack, accompagnata dalla splendida voce della cantante Ginevra De Marco (Pgr), ha espresso il proprio sostegno alla manifestazione.

Carlotta Degl’Innocenti