Sparatoria a Catania, il colpevole confessa

Ha 54 anni ed è incensurato l’uomo arrestato a Catania per la sparatoria avvenuta davanti alla facoltà universitaria di Lettere in cui è rimasta ferita la studentessa 34enne Laura Salafia. Il colpevole avrebbe ammesso le sue responsabilità e avrebbe dichiarato di aver agito perché stanco di subire quotidianamente gli insulti di Maurizio Gravino, l’affiliato al clan degli Zuccaro che era il vero obiettivo dei suoi proiettili. L’uomo è un impiegato comunale ma lavora anche presso un’area di servizio vicino a piazza Dante, luogo della sparatoria, e secondo il suo racconto Gravino -che aveva avuto una relazione con una sua parente- passava ogni giorno davanti al distributore per insultarlo. Al culmine dell’ennesima lite, l’arrestato avrebbe quindi esploso diversi colpi di pistola: tre proiettili hanno raggiunto Gravino mentre un altro ha colpito la studentessa. L’uomo si era nascosto in una villetta al mare di sua proprietà ma questa mattina ha deciso di costituirsi. “E’ una notizia bellissima” ha commentato Antonio Guarino, fidanzato della ragazza ferita. Le dichiarazioni del reo confesso fa dunque decadere l’ipotesi del movente mafioso, che in un primo momento era la più accreditata dagli investigatori. Pasquale Pacifico, sosotituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catania e titolare dell’inchiesta, ha infatti precisato che “la dinamica e la ricostruzione fatta dalla polizia e dallo stesso indagato portano ad escludere il movente di mafia”.

Tatiana Della Carità