Viaggio nella Repubblica Dominicana, meravigliosa isola dei Caraibi

    Quest’anno la vincitrice di Miss Italia nel Mondo 2010 è stata Kimberly Castillo Mota, una studentessa di 21 anni della Repubblica Dominicana. Una ragazza bellissima ed esotica proprio come la sua terra d’origine.

    Prendendo spunto dalla dolce Kimberly, stavolta la meta turistica che vi consiglieremo sarà proprio la calda isola centro-americana.

    Dall’Italia necessitano almeno nove ore di aereo, con un volo diretto senza scali. Ma sopportare tutte queste ore ne vale proprio la pena, visto che ci si ritrova poi catapultati in una realtà che, per chi non è mai stato ai Caraibi, lascia veramente esterrefatti.

    Un paradiso fatto di: palme, spiagge vergini, coralli dai colori vivissimi e soprattutto da un mare incontaminato ricchissimo di pesci.

    Essendo la Repubblica Dominicana un paese molto povero e segnato dalla delinquenza è decisamente consigliabile passare i giorni di vacanza nei tanti villaggi turistici presenti sull’isola, che renderanno la vacanza più sicura, garantendo ai propri ospiti una serie di comfort e privilegi che difficilmente si troverebbero in un normale hotel.

    I villaggi turistici offrono la formula dell’all-inclusive ossia, oltre al pernottamento, tutti i servizi come palestra, accesso alla spiaggia privata, animazione, cibo a buffet e bevande senza limiti di quantità né di orario; tutto già compreso nel prezzo pagato in partenza.

    Noi consigliamo particolarmente i villaggi che prevedono l’alloggio in bungalow; uno di questi è il “Viva Dominicus” di Bayahibe a Sud-Est dell’Isola, che ha la peculiarità di ospitare una clientela al 90% formata da italiani.

    La parte turistica della Repubblica Dominicana è il versante sud dell’isola, mentre quella settentrionale è principalmente dedita all’agricoltura, all’industria e al commercio.

    Nonostante il pernottamento nel villaggio nulla vieta per i turisti di addentrarsi nella realtà locale, approfittando delle escursioni organizzate, che potranno dare l’idea di ciò che avviene quotidianamente al di fuori delle “oasi di pace” rappresentate dalle strutture vacanziere.

    Un’immersione nella realtà dura e cruda della vita dominicana fatta spesso di stenti e grande povertà. La capitale, Santo Domingo, ad esempio, mostra inesorabile lo squallore e il grande disagio vissuto dai dominicani.

    E’ sufficiente addentrarsi per le vie e i vicoli della città per accorgersi quanto i quartieri siano davvero fatiscenti e le abitazioni in genere siano delle vere e proprie catapecchie, ben lontane dagli standard ai quali siamo tutti noi abituati.

    E’ incredibile il contrasto che si crea, da un lato il paesaggio incantevole del mare e della vegetazione rigogliosa tanto da farlo accostare ad un Paradiso terrestre, e dall’altro le case che cadono a pezzi e gli abitanti dell’isola vestiti di stracci, che è l’altro lato di Santo Domingo, il lato più amaro, l’Inferno.

    Paradiso e Inferno tutto nello stesso luogo, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro!

    Ma questa è purtroppo la situazione che spesso il turista vive andando un pò in tutte le località del centro e del sudamerica, pensiamo ad Haiti, per esempio, a Panama, al Messico, la Colombia, il Venezuela, Cile e Perù; per non parlare di alcune zone malfamate dell’Argentina e le note favelas del Brasile.

    La povertà è tangibile anche andando a visitare le più belle mete turistiche dell’Africa e dell’Asia. E’ triste ma il turista può far ben poco, anzi, il turista porta denaro e ricchezza per quelle popolazioni.

    In realtà sono le amministrazioni locali che avrebbero il compito di cambiare quelle situazioni al limite del disumano ma ciò rimane, purtroppo, pura utopia.

    Il turista che decide di andare in luoghi del terzo o quarto mondo, perciò, dovrà entrare nell’ordine delle idee che andrà a convivere inevitabilmente anche con questo tipo di realtà, che volente o nolente fanno parte del “pacchetto” del viaggio.

    Tornando alla Repubblica Dominicana, l’isola caraibica è famosa anche per alcune attrattive di gran valore storico, le più celebri: la Cattedrale, la residenza di Diego Colombo e la tomba (ne esistono diverse in tutto il mondo!) di Cristoforo Colombo.

    Per quanto riguarda la lingua, quella ufficiale della Repubblica Dominicana è lo spagnolo mentre, a Ovest dell’isola, varcati i confini con Haiti, si parla francese.

    La spiegazione di questa divisione idiomatica dell’isola condivisa da due nazioni, affonda le sue origini nel periodo coloniale, durante la contesa dei territori tra Francia e Spagna.

    I balli caraibici, rappresentano un altro ingrediente tipico dell’isola e garanzia di grande divertimento. Infatti tappa obbligata, per chi è a Santo Domingo e dintorni, è ballare la bachata.

    Un ritmo che quelli del posto hanno letteralmente nel sangue ed è talmente vitale, energico da contagiare chiunque lo ascolti.

    Non si può fare ritorno in Italia senza aver provato almeno una volta delle piccole esperienze: fare il bagno nelle zone abitate dalle stelle marine, assaggiare il latte di cocco bevendolo con una cannuccia direttamente dalla noce, e sorseggiare almeno un bicchiere di quella che viene definita “la vitamina R” il rhum.

    Siamo arrivati al termine di questa breve illustrazione dell’Isola Dominicana, noi auguriamo, com’è al nostro solito, di fare buon viaggio, a tutti coloro che decidessero di preparare le valigie ed andare a visitare questo meraviglioso “gioiello” dell’America Centrale.

    Fabio Porretta