Nel Golfo è in arrivo la “Balena”: servirà per ripulire le acque dal greggio

Dopo quasi 80 giorni dall’inizio della fuoriuscita del petrolio nelle acque del Golfo del Messico, le speranze ormai si concentrano sull’arrivo della gigantesca nave (chiamata “Balena”), in arrivo da Taiwan. La Casa Bianca, appena venuta a conoscenza che Taiwan dava la propria disponibilità per portare l’imbarcazione negli Stati Uniti, si è subito mobilitata e ha accettato il “prestito”, visto che lo stesso Presidente Obama, nel recente discorso alla nazione, aveva dato il via per l’accettazione di “ogni possibile aiuto da parte della comunità internazionale”. Questa imbarcazione è preposta al filtraggio e alla ripulitura delle acque degli oceani attraverso l’utilizzo di 12 boccaporti. La “Balena” è alta come un palazzo di dieci piani, è lunga circa 350 metri e gli esperti assicurano che sia in grado di ripulire circa 80 milioni di litri di acqua ogni 24 ore. La situazione ormai è talmente disperata che sia il governo americano che la British Petroleum fanno estremo affidamento sul fatto che questa gigantesca nave riesca ad estrarre più litri di petrolio possibile dalle acque sempre più inquinate del Golfo. Il greggio dal 20 aprile continua a fuoriuscire senza sosta, in seguito all’esplosione che ha causato una falla sottomarina nella piattaforma “Deepwater Horizon”. Ancora non si è riusciti a chiudere la falla e a realizzare pozzi di sollievo che dovrebbero riuscire a sviare il liquido inquinante.

Paolo Battisti