Processo Antonveneta, Brancher in aula: “Mi dimetto, basta speculazioni”

“Mi dimetto da ministro”. Aldo Brancher ufficializza la decisione, con conseguente rinuncia al legittimo impedimento, al tribunale di Milano, in aula al processo di Milano, sul tentativo di scalata ad Antonveneta, che lo vede imputato insieme alla moglie per appropriazione indebita e ricettazione in relazione a somme pari a circa 1 milione di euro ricevute da Giampiero Fiorani durante il tentativo di scalata all’Antonveneta. L’ormai ex ministro per l’attuazione del federalismo è arrivato in tribunale affiancato dai suoi legali e ha preso posto per l’udienza guidata dal giudice monocratico Annamaria Gatto.

In una dichiarazione spontanea, Brancher ha spiegato i motivi per i quali ha voluto rinunciare al legittimo impedimento “affinché finiscano strumentalizzazioni e speculazioni” e al giudice Gatto ha “anticipato la mia decisione di dimettermi da ministro”.

Confermate, dunque, le voci sulle prossime dimissioni del ministro a seguito di un incontro chiarificatore con Silvio Berlusconi. Il sacrificio del ministro come primo atto di un riordino nel Pdl, che il premier aveva annunciato la settimana scorsa. Ma anche per rafforzare il rapporto con la Lega, irritata dalla nomina in giugno di un ministro senza portafogli dedicato alla riforma a lei più cara, il federalismo.

Cinque giorni dopo la nomina, Brancher, in qualità di ministro, aveva quindi presentato istanza di legittimo impedimento al processo Antonveneta. Immediate le polemiche, fino alla dura nota del presidente Napolitano: per il Quirinale, Brancher non ha legittimi impedimenti perché un ministero senza portafoglio non ha nulla da organizzare. Giallo, poi, sulle deleghe: mai state pubblicate in gazzetta ufficiale.

Fonte: Repubblica.it