Fini sulla libertà di stampa: “In un paese democratico non è mai sufficiente”

Il presidente della Camera Gianfranco Fini

Questa mattina, nel corso della presentazione della relazione annuale dell’Agcom, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha precisato la propria posizione riguardo alla libertà di stampa, un tema che nelle ultime settimane è stato al centro delle cronache politiche italiane a causa del ddl intercettazioni. Pur senza riferirsi direttamente alla ‘legge bavaglio‘, Fini ha dichirato che “in un grande paese democratico la libertà di stampa non è mai sufficiente” e che in Italia “non c’è bisogno di politiche di tagli drastici all’editoria, ma semmai di un accorto lavoro che selezioni gli strumenti più appropriati di sostegno pubblico e bandisca ogni forma di intervento clientelare e di introdurre nome che tutelino l’accesso ai mezzi d’informazione”. A queste parole fanno eco le dichiarazioni del presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, che ha sottolineato che “la libertà di stampa va difesa da ogni tentativo di compressione“. “Il pluralismo dell’informazione -ha poi ricordato Calabrò- è tra i principi fondanti dell’Unione Europea in base al trattato di Lisbona”.
Dopo la bufera scatenata dall’inchiesta della procura di Trani sulle presunte pressioni esercitate dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la chiusura di ‘Annozero’ di Michele Santoro e le dimissioni del commissario Giancarlo Innocenzi, il presidente dell’Agcom ha colto inoltre l’occasione per precisare che “nessuno degli atti istituzionali e delle decisioni collegiali adottati dall’Autorità ha risentito di pressioni e insistenze che possono essere state esercitate da qualsiasi parte”.

Tatiana Della Carità