La Chrysler PT Cruiser va in pensione, al suo posto la Fiat 500

    La Chrysler PT Cruiser è ormai arrivata agli sgoccioli, ancora pochi giorni e sarà mandata in pensione. Dopo dieci anni dal suo debutto e quasi 1,3 milioni di esemplari prodotti, i vertici di Chrysler e Fiat hanno deciso di non produrla più e di voltare pagina.

    La PT Cruiser era già uscita dai listini italiani a inizio 2010, ora la sua produzione terminerà definitivamente il prossimo 9 luglio nello stabilimento messicano di Toluca.

    La PT Cruiser al suo esordio ebbe un grandissimo successo, quest’ultimo tradotto in un boom di vendite di proporzioni inaspettate perfino dalla stessa azienda americana.

    La curiosa cinque porte creò un entusiasmo iniziale incredibile grazie soprattutto al design particolare della vettura, opera di Bryan Nesbitt.

    Nei primi anni di commercializzazione la piccolina di casa Chrysler è stata un vero e proprio best seller divenendo ben presto icona di stile ed originalità.

    La PT Cruiser era l’ideale per chi aveva voglia di distinguersi dalla massa ed attirare l’attenzione al proprio passaggio, questo perchè la piccola monovolume compatta aveva un aspetto curioso e per nulla uguale alle altre concorrenti degli altri marchi.

    La piccola di casa Chrysler con le sue linee chiaramente rivolte al passato era un’auto ricca di personalità, che usciva fuori dal coro, andando controcorrente rispetto alla moda dilagante del “copia e incolla” seguita dalla maggiorparte dei marchi automobilistici con i loro rispettivi modelli, più commerciali ma con linee decisamente banali.

    La PT si rifiutava di seguire la strada del conformismo e dell’omologazione a tutti i costi, le sue linee erano state disegnate appositamente per sorprendere, anche se ciò poteva trasformarsi in un’arma a doppio taglio.

    Infatti ben presto proprio quello stesso stile retrò che è stato inizialmente un punto di forza si è trasformato nel motivo principale della sua debacle.

    La Cruiser o la si amava oppure la si odiava! Le sue forme non potevano lasciare certamente indifferenti. Passato il primo periodo di successo legato principalmente al fattore novità, ecco che il fenomeno PT Cruiser si è sgonfiato come una bolla di sapone.

    Ben presto in Europa le sue vendite sono letteralmente crollate in virtù del marketing Chrysler poco convincente ma soprattutto perchè effettivamente la PT Cruiser non si sposava bene coi gusti degli europei.

    La PT Cruiser era troppo piccola e poco spaziosa al suo interno per essere considerata una monovolume nonostante ingombri esterni notevoli ed era troppo grande e troppo costosa per essere usata invece come una semplice utilitaria o seconda macchina di famiglia.

    Mettiamoci soprattutto il fatto che la Chrysler con la PT offriva una pessima gamma motori, con propulsori per nulla parchi ed economici e anche poco attenti all’ecologia e all’impatto ambientale.

    Tutte queste ragioni hanno portato la PT ad essere sempre meno venduta, anche in America, nonostante il tentativo di Chrysler di produrre alcune versioni speciali, con colori ed allestimenti particolari, come ad esempio, la versione convertibile che però ha avuto davvero una fredda accoglienza.

    Dopo aver subito una proroga produttiva di un anno ed essere stata fabbricata nel 2009 solo per i mercati di Messico e Canada, la PT Cruiser ha infatti conosciuto un calo di interesse inesorabile che ha fugato ogni progetto di replica.

    Ora è ufficiale, la PT abbandona le linee produttive senza avere un successore. Nei progetti della Chrysler la PT Cruiser lascerà il posto alla Fiat 500 altra vettura dallo stile altrettanto nostalgico e retrò.

    Naturalmente dietro questa scelta c’è la regia di Fiat, che dopo la nota acquisizione da parte del Lingotto dell’azienda americana, sta pianificando e ristrutturando l’intero marchio di Detroit.

    La Fiat 500, una volta riconvertita la linea produttiva, verrà infatti costruita nella stessa fabbrica di Toluca in Messico per soddisfare le richieste del mercato americano.

    La piccola utilitaria italiana verrà commercializzata a fine 2010 e inserita nella gamma Chrysler.

    Fabio Porretta