Kashmir, continua il coprifuoco: 2010 anno dell’ uccisione dei teenager

Srinagar, 7 Luglio 2010. Rafforzato il coprifuoco in Kashmir in seguito alla ripresa degli scontri tra la popolazione e le forze di sicurezza indiane. In questi giorni la situazione è particolarmente tesa e sulle strade della capitale estiva Srinagar, dove i focolai delle proteste restano più accesi, sono dislocate ingenti truppe, le quali – come si apprende dalla BBC – nel corso degli scontri di ieri hanno ucciso altri tre civili. Al pari delle manifestazioni contro quella che localmente è definita “occupazione indiana”, anche il coprifuoco è stato esteso fuori dai confini di Srinagar, giungendo ad Anantnag (da 8 giorni consecutivi), Pulwana e Kakapora.

Da inizio giugno ad oggi hanno perso la vita 14 civili in scontri, in particolare con i paramilitari della Central Reserve Police Force (CRPF).

Al momento non sembrano esserci segnali di una diminuzione delle violenze in Kashmir, ragion per cui il coprifuoco prosegue, così come il dispiegamento dei soldati dell’esercito. Dal corrispondente della BBC si apprende che a Srinagar e dintorni ogni spostamento è difficile, per cui gran parte della popolazione rimane chiusa nelle proprie abitazioni. Importante sottolineare come gran parte delle vittime delle ultime settimane fossero giovani e giovanissimi, spesso freddati dai proiettili della CRPF mentre scagliavano pietre contro basi o postazioni della polizia, nel corso di semplici manifestazioni. Eloquente il fatto che parte della stampa indiana abbia definito il 2010 “l’anno dell’uccisione dei teenager” in Kashmir.

Emanuele Confortin