Rare creature degli abissi marini, Isis esplora i fondali oceanici

    Un team internazionale di ricercatori provenienti da 16 nazioni, e guidato dall’ Università di Aberdeen, ha di recente concluso il MAR-ECO, un programma di ricerca internazionale parte del progetto Census of Marine Life, che ha lo scopo di comprendere l’ ecologia e la distribuzione di animali marini.

    E ciò che ha scoperto può rappresentare una pietra miliare nella comprensione che abbiamo dei sistemi oceanici. Uno degli animali osservati durante le sei settimane a bordo della RRS James Cook potrebbe rappresentare il collegamento mancante tra gli invertebrati ed i vertebrati.

    Durante oltre 300 ore di navigazione, i ricercatori hanno scandagliato i fondali marini ad una profondità compresa tra i 700 ed i 3600 metri. La ricerca si è concentrata in due aree: le acque calde del sud Atlantico e quelle fredde della zona settentrionale dell’ oceano.

    “Siamo stati sorpresi di quanto gli animali fossero diversi l’ uno dall’ altro, separati dalla catena montuosa sottomarina che divide l’Atlantico in due, a solo 15 chilometri di distanza” afferma Monty Priede, direttore dell’ Oceanlab dell’ Università di Aberdeen. “Il fondale sembrava lo stesso, un’immagine speculare, ma qui le somiglianze terminano. Sembrava di essere in una scena di Alice nel Paese delle Meraviglie. A nord-est, i ricci di mare dominavano le pianure, e le colline erano ricche di spugne colorate, coralli e altre forme di vita. A nord-ovest, la catena ospitava molta meno vita. Le pianute ospitano vermi giganti enteropneusti. Solo poche specie di questi vermi, provenienti dal Pacifico, erano finora note alla scienza”.

    Priede prosegue dicendo che “questi vermi sono membri di un gruppo poco noto di animali che rappresentano il collegamento mancante tra i vertebrati e gli invertebrati. Queste creature sono state osservate mentre si nutrivano e lasciavano le caratteristiche tracce a spirale sul fondale. Non hanno occhi, nessun organo di senso tradizionale o cervello, ma c’è una testa, una coda ed un corpo primitivo che abbozza quello di un animale vertebrato. Un esemplare è stato osservato mentre mostrava un meccanismo di nuotata primitivo. Per la fine della spedizione, abbiamo scoperto tre specie distinte, ognuna con un colore differente, rosa, viola e bianco, e con forme differenti”.

    L’ osservazione di questi ed altri animali è stata possibile attraverso un veicolo sottomarino, Isis, che ha osservato i fondali marini attraverso una telecamera ad alta risoluzione. Si sono osservati cetrioli di mare, noti per muoversi lentamente sul fondale, mentre nuotavano ad incredibile velocità.

    “Questa spedizione ha rivoluzionato la nostra concezione della vita di profondità nell’Oceano Atlantico. Mostra che non possiamo solo studiare cosa vive ai margini dell’oceano e ignorare un’ ampia gamma di animali che vivono sulle catene montuose e nelle valli nel mezzo dell’oceano. Utilizzando una nuova tecnologia ed una navigazione precisa, possiamo accedere a queste regioni e scoprire cose che nemmeno sospettavamo potessero esistere”.

    Andrey Gebruk, membro della spedizione e ricercatore dello Shirshov Institute di Mosca, afferma che “siamo stati sorpresi di trovare in abbondanza alcune specie che sono considerate rare; abbiamo scoperto nuove specie fino all’ultimo minuto di navigazione”.

    Dan Jones, altro membro della spedizione, e che ha mappato oltre 50.000 metri quadrati di fondale, sostiene che “abbiamo completato con successo una delle ricerche più complete mai eseguite sulle profondità marine. Il ROV Isis è un gioiello di tecnologia che ci ha dato il potenziale di comprendere molto meglio il misterioso ecosistema degli abissi marini”.

    Daniele Bagnoli